REDAZIONE FIRENZE

Scuola Pettini: nuovo appalto per completare i lavori dopo anni di ritardi

La sindaca Sereni rescinde il contratto con la ditta in ritardo. Nuovo bando per completare i lavori entro 7 mesi.

I cantieri alla scuola Pettini sono in ritardo e il contratto con la ditta è stato annullato

I cantieri alla scuola Pettini sono in ritardo e il contratto con la ditta è stato annullato

Scuola Pettini, si cambia registro. La sindaca Claudia Sereni ha rescisso il contratto con la ditta che aveva in appalto i lavori, in ritardo da anni sulla consegna. Sette anni di cantiere, un inferno di ritardi, proteste, difficoltà.

L’anatema dei genitori, di intere generazioni di genitori che hanno visto i loro figli studiare in mezzo alla polvere, ai disagi. Alla fine la decisione è stata presa: tagliata la ditta, avanti con un nuovo soggetto per completare i lavori.

A dicembre scorso la vecchia giunta aveva dato il via a una delibera con la quale si approvava una transazione con l’attuale impresa che stava eseguendo i lavori, ridefinendo tempi e penali. Grazie a questa intesa gli operai erano tornati sul cantiere per completare l’intervento.

Eppure, la storia è purtroppo durata poco. In questi giorni si sta effettuando lo sgombero dei vecchi macchinari dal cantiere e la pulizia; nel contempo gli uffici stanno lavorando al nuovo bando che determinerà il soggetto esecutore della parte finale dei lavori.

Dalla riapertura dei nuovi cantieri, secondo la sindaca, ci vorranno sei sette mesi per chiudere i lavori, e finalmente dare ai ragazzi della piana scandiccese una scuola con tutti gli attributi al loro posto. Ma certo resta il fallimento certificato della modalità di esecuzione dei lavori pubblici, del criterio del massimo ribasso che determina (a Scandicci sono molti gli esempi di questo tipo) uno stallo incredibile nell’esecuzione dell’intervento con conseguenti proteste dei residenti. Tanto per dare un’idea, i lavori di sistemazione della scuola erano inseriti nel bando periferie (governo Renzi) e sono iniziati nell’estate 2019. Un costo totale di circa 5 milioni di euro; ma il cronoprogramma condiviso con lo Stato e a cui era collegato l’ingente finanziamento, prevedeva la conclusione dei lavori entro il 3 agosto 2020 e così, ovviamente, quei soldi sono andati perduti.

Quattro anni di attesa, tempi ridefiniti ogni volta, proteste infinite. Il progetto prevedeva il raddoppio della struttura, diventata troppo angusta per ospitare la popolazione scolastica, viste le urbanizzazioni di nuova realizzazione a Badia a Settimo. Non resta poco da fare: per la fine dei lavori devono essere fatti tutti gli impianti della nuova ala del plesso, in più i lavori prevedono la sistemazione del giardino nell’ala vecchia della scuola, più il completamento del parcheggio che in questi anni è stato ‘croce e delizia’ dei genitori. A parte i tempi di realizzazione, non c’è una data per la fine lavori. Ma non ci saranno neanche nastri da tagliare, solo da prendere atto che finalmente è finito un incubo per tanti bimbi di Scandicci.

Fabrizio Morviducci