Scuola di formazione addio. Le Dogane rinunciano alla Villa di Rusciano. E ora si pensa ad Alinari

Palazzo Vecchio sta ragionando su altri progetti per l’immobile del Trecento. I comitati di quartiere chiedono di trasformarla in un polo di arte e cultura .

Scuola di formazione addio. Le Dogane rinunciano  alla Villa di Rusciano. E ora si pensa ad Alinari

Scuola di formazione addio. Le Dogane rinunciano alla Villa di Rusciano. E ora si pensa ad Alinari

di Antonio Passanese

FIRENZE

L’agenzia delle Dogane e dei Monopoli dice addio a Villa di Rusciano, nel quartiere di gavinana. E ora Palazzo Vecchio, che ne è proprietario dovrà ingegnarsi e ripensare a un progetto di riqualificazione, dato che lì, secondo un protocollo firmato nel 2021 con il Demanio, e dopo tre aaste andate a vuoto, sarebbe dovuta nascere una scuola di alta formazione per tutti giovani che lavorano in questo settore, un centro per i cittadini in avrebbero potuto conoscere da vicino l’attività dell’agenzia nell’ambito della lotta alla contraffazione e dell’educazione alla legalità. Con l’impegno, da parte dell’Adm di lasciare l’immenso parco a uso e consumo dei fiorentini. L’atto prevedeva il versamento di un canone al Comune e la possibilità di organizzare sia all’interno dell’edificio che nell’immensa area verde iniziative pubbliche e attività culturali-formative. Nulla da fare. Dopo mesi in attesa di un progetto, tutto si è bloccato e alla fine l’Agenzia ha rinunciato. Anche perché, come hanno fatto sapere la Direzione Patrimonio al consigliere di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, il tavolo tecnico che avrebbe dovuto gestire e mettere a punto il progetto di restaurto, "ha tenuto solo un incontro" nell’arco di tre anni "consistito in un sopralluogo informale al complesso immobiliare". Insomma, sembra "che il Comune – aggiunge l’esponente di opposizione – abbia perso ogni interesse verso quella riqualificazione che avrebbe potuto restituire dignità a quel monumento storico abbandonato da troppo tempo".

Una delle idee delle ultime ore è che Villa di Rusciano possa contenere l’immenso archivio Alinari, composto da migliaia di piastre, foto e altra documentazione che però è di proprietà della Regione Toscana. Non è escludo, dunque, che il Comune possa raggiungere un accordo con Palazzo Strozzi Sacrati ma la cosa è tutta da costruire. Un’idea, questa, che piace molto anche ai residenti del quartiere che così potrebbero avere uno spazio d’arte e di coesione sociale, con mostre ed esposizioni tematiche. Ma i costi pare siano proibitivi e non alla portata dei due enti. Perché per la valorizzazione architettonica dell’edificio bisognerebbe innanzitutto intervenire, per la messa in sicurezza, sull’impiantistica, sul miglioramento sismico con interventi di carattere strutturale e con il cambio di destinazione d’uso (per lungo tempo la villa è stata la sede di alcuni uffici del Comune, quelli della Direzione Ambiente per essere precisi).

Il comitato per la salvaguardia della Villa di Rusciano ha anche lanciato l’idea (del tutto utopistica) di realizzarci appartamenti di social housing o studentato per far fronte alla sempre più crescente emergenza abitativa che molte famiglie e giovani universitari stanno vivendo a Firenze a causa degli appartamenti che nella maggior parte dei casi vengono destinati, sia in centro che in periferia, agli affitti brevi. Una suggestione che però sembra non trovare alcun riscontro nell’amministrazione che, come sottolineato più volte dal sindaco Dario Nardella, vorrebbe utilizzare tutto gli spazi vuoti per dare un tetto a chi ne ha bisogno e non riesce a trovarlo.

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