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5 lug 2022
5 lug 2022

I tassisti fiorentini in sciopero a Roma: "No all'uberizzazione del lavoro"

Adesione totale a Firenze: lunghe attese alle fermate

5 lug 2022
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I tassisti fiorentini a Roma
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I tassisti fiorentini a Roma

Firenze, 5 luglio 2022 - Sono 724 i tassisti fiorentini che hanno aderito alla due giorni di sciopero contro la liberalizzazione prevista dal 'ddl concorrenza' , che dovrebbe essere approvato alla Camera, dopo il sì del Senato, entro il 22 luglio. Per le giornate di oggi e domani è praticamente impossibile trovare un'auto bianca per via dell'adesione totale. “Sono garantiti solo i trasporti per le persone fragili” spiega Tiziano Barchielli, presidente di Uritaxi Firenze.

Anche lui è a Roma insieme a una delegazione di 200 colleghi per far arrivare al Governo la propria voce, direttamente da Firenze. I tassisti protestano, in particolare, contro l'articolo 10 dove si parla di “adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti” e di “promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati”. “Dopo due anni in cui le nostre vetture sono praticamente rimaste ferme per via dell'emergenza sanitaria – prosegue Barchielli – chiediamo di poter essere messi nelle condizioni di lavorare. Noi tassisti siamo artigiani, lavoriamo con i rapporti umani e garantiamo il massimo della qualità del servizio e della sicurezza. Non possono farci sparire per favorire le multinazionali”.

In una nota 'Unica Taxi Filt Cgil' parla di una protesta contro “l'uberizzazione del lavoro” e contro “il caporalato digitale”, con chiaro riferimento alla nota piattaforma Uber, già diffusa in molti Paesi esteri.

“Parlano di concorrenza ma vogliono sostituire migliaia di piccoli operatori con due o tre soggetti che si spartiscono l'intero mercato, per sfruttare il lavoro e imporre condizioni svantaggiose all'utenza - si legge nella nota -. Dove il servizio pubblico è stato soppresso e affidato ai privati non ci sono mezzi per raggiungere le destinazioni non remunerative.

Il taxi è invece trasporto pubblico, ha obbligo di servizio, perciò accompagna gli utenti ovunque, non solo dove è più conveniente. Il taxi applica tariffe predeterminate, misurate dal tassametro. Algoritmi e moltiplicatore fissano invece il prezzo in funzione di variabili istantanee, così che non si sa mai quanto si paga. Piove o nevica? Il prezzo sale - prosegue la nota -. C'è sciopero dei mezzi o qualche evento? Il prezzo aumenta di molto. Vale per il trasporto, come per la sanità, per l'acqua bene comune e per tutti gli altri servizi pubblici attaccati dal ddl concorrenza per sottometterli alla logica del profitto: l'accessibilità peggiora e i prezzi crescono. Non dimentichiamo quello che anche la pandemia ha confermato: serve più servizio pubblico, non meno”.

Lo sciopero farà da spartiacque riguardo al destino dei tassisti. E' una risposta ferma e irremovibile indirizzata a chi pensa di svendere il nostro lavoro e la funzione di servizio pubblico che svolgiamo” si legge invece una nota firmata dalle quattordici associazioni di categoria rappresentanti i tassisti (Usb-taxi, Uti, Ugl-taxi, Un'impresa, Fast Confsal, Satam, Tam, Claai, Unica Cgil Taxi, UilTrasporti, Uritaxi, Or.S.A., Taxi, Federtaxi Cisal).

Rossella Conte
 

 

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