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15 giu 2022

Scavano durante i lavori e trovano antichi resti romani

Rinvenuta una tomba destinata alla cremazione risalente al I-II secolo d.C.

15 giu 2022

Scavano per i lavori di Publiacqua all’impianto fognario e di depurazione a Marcialla e scoprono una struttura di epoca romana. Si tratta di una tomba romana destinata al rito della cremazione dei defunti. È il primo ritrovamento di epoca romana nel territorio di Barberino Tavarnelle notoriamente popolata dalla civiltà etrusca che stabilì i primi insediamenti urbani intorno al VII secolo a. C., scavò tumuli e decorò vasi e gioielli. I reperti venuti adesso alla luce sono invece una rilevante testimonianza romana risalente al I-II secolo dopo Cristo.

Due sono le ipotesi sulle quali sono scattate le ricerche e le indagini archeologiche a cura degli esperti della Soprintendenza con la possibilità di attribuire Il ritrovamento ad una delle due pratiche funerarie proprie del mondo romano in età imperiale: il bustum o l’ustrinum. "Le pratiche più diffuse nell’antica Roma erano l’incinerazione e l’inumazione - spiega il funzionario della Soprintendenza Michele Bueno - e due i riti di cremazione: il bustum che corrispondeva alla fossa di sepoltura diretta, in situ, l’ustrinum, che sembrerebbe corrispondere al nostro caso scaturisce dalla deposizione secondaria ovvero una tomba atta ad accogliere le ceneri".

In epoca romana la cremazione era un momento importante, che consentiva ai defunti di trovare pace nel trapasso. All’interno della tomba di Marcialla sono stati rinvenuti inoltre una moneta di età medio imperiale, il cosiddetto obolo di Caronte, che faceva parte del corredo funebre che accompagnava i defunti nel passaggio all’aldilà e alcuni frammenti ceramici sempre legati al rito di sepoltura. "La scoperta della tomba romana - aggiunge il sindaco David Baroncelli - definisce il quadro degli insediamenti che si spingono fino all’età imperiale e stabilisce una logica di continuità nell’età romana. I reperti rinvenuti andranno ad arricchire il patrimonio dell’Antiquarium di Sant’Appiano".

Andrea Settefonti

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