Sarti ciak Che bella storia la vita Dalla Toscana un inno alla speranza

Esce il film del regista di Pontassieve: lo spettatore in un mondo fiabesco tra Firenze, il Chianti e la Valdisieve

Sarti ciak Che bella storia la vita  Dalla Toscana un inno alla speranza
Sarti ciak Che bella storia la vita Dalla Toscana un inno alla speranza

Liberamente tratto da un fatto realmente accaduto, il film ‘Che bella storia la vita’, racconta di Roberto, un venditore di auto di San Casciano in Val di Pesa che va ogni giorno al bar e racconta le sue storielle. L’ultima di queste raccoglie più del solito l’entusiasmo del suo improvvisato pubblico. È intriso di toscanità il film girato dal regista Alessandro Sarti e prodotto da "Cinquantunopercento Film", che fa entrare lo spettatore in un mondo fiabesco tra Firenze, il Chianti e la Valdisieve. È stato presentato in prima assoluta ieri al cinema Everest di San Casciano.

Stasera sarà proiettato al cinema Buondelmonti Impruneta, domani al cinema Boito Greve in Chianti, venerdì 19 al cinema Olimpia Tavarnelle Barberino Valdelsa e il 29 maggio al cinema Accademia Pontassieve. Il film è stato presentato in Regione alla presenza del presidente Eugenio Giani, del regista Alessandro Sarti e dell’attrice Sandra Milo, che ha accettato di essere eccezionale presenza del cast che vede, tra gli altri, Sergio Forconi, Roberto Caneschi - che è anche il coautore del soggetto insieme a Sarti - Gene Gnocchi, Bruno Santini, Pietro ‘WikiPedro’ Resta.

La storia comincia quando Patrizia e sua figlia Giuditta vanno a visitare Roberto nella sua concessionaria, Tuttauto, facendogli un’insolita richiesta: vendere un’auto a Paolo, il padre della famiglia, ma "per finta". Paolo, un simpatico contadino, è infatti in ospedale per una grave condizione ai reni, e non è cosa certa se riuscirà o meno a far ritorno a casa. Nonostante la drammatica situazione, Paolo si è intestardito sull’idea di comprare un’automobile. Patrizia e Giuditta hanno quindi pensato bene di coinvolgere Roberto in questo piccolo piano ai fini di migliorare il suo umore. Nella stanza di ospedale, Roberto incontra i due compagni di sventura di Paolo: l’istruttore di maneggio Giovanni, ricoverato per un attacco cardiaco e il nobile Conte, che rimarrà con la gamba "intirizzita" per un incidente nei suoi vigneti. Entrambi vecchi amici di Paolo, anche loro decidono di comprare un’automobile alla ricerca di una speranza che credevano spenta e che vedono riaccendersi negli occhi del loro compagno.

"Quando si parla di Toscana è sempre per me un orgoglio – ha detto il presidente Giani -. Se poi oltre a parlarne, si agisce, come in questo caso, girando un bel film con una bella storia, l’orgoglio cresce. "Che bella storia la vita" parla delle nostre terre. È questo lo scenario meraviglioso in cui si svolge la storia girata da Alessandro Sarti, una storia positiva, di speranza, che insegna che nella vita si cade per rialzarsi, con l’energia che ci viene dalla capacità di sognare che non va mai spenta".

Maurizio Costanzo