San Salvi, la rinascita dell’area  (foto NewPressPhoto)
San Salvi, la rinascita dell’area (foto NewPressPhoto)

Firenze, 13 settembre 2018 - Nel quarantesimo anniversario della legge Basaglia che sancì la chiusura – o forse meglio dire l’apertura – dei manicomi e il progressivo superamento di un modello di psichiatria ormai fuori tempo, comincia la rinascita dell’area di San Salvi. Dopo le Cascine, il secondo polmone verde della città che si estende su 32 ettari.

Falliti vari progetti di recupero e una certa idea di urbanizzazione del parco a scopo edilizio privato, ritenuta eccessiva e snaturante, nel nuovo piano prevale la salvaguardia della storia dei cosiddetti ‘tetti rossi’ e il mantenimento della vocazione dell’area ad uso pubblico. Dopo una lunga fase di dialogo con la cittadinanza, è stata realizzata la prima bozza di progetto di sviluppo.

L’Asl – proprietaria dell’area – ha già incontrato il sindaco Dario Nardella e i tecnici degli uffici dell’Urbanistica dove è stata depositata la proposta di riqualificazione che, superando il progetto frutto dell’accordo siglato a fine 2013 tra il presidente della Regione Rossi e l’allora sindaco Renzi, torna sugli schemi del vecchio piano urbanistico esecutivo (Pue) risalente al 2007.

La parte centrale dell’area resterà sede di servizi amministrativi e sociosanitari dell’Asl, che saranno potenziati in base a una complessiva riorganizzazione. Parallelamente c’è l’idea di rafforzare sia il polo scolastico comunale già presente con il plesso Andrea Del Sarto (che fa parte dell’istituto comprensivo Masaccio) e del polo universitario, anch’esso già presente col dipartimento di Psicologia. Quanto all’edilizia privata, bocciata ogni possibilità di cementificazione.

La porzione da destinare ad abitazioni resta ferma al vecchio Pue del 2007: ossia 8.000 metri quadrati da realizzare in due palazzine che saranno costruite ex novo dopo avere abbattuto attettante strutture fatiscenti nel cuore del parco. In tutto si tratta di circa 120 appartamenti che frutterranno circa 25 milioni che rapprsenteranno le fondamenta della sostenibilità economico-finanziaria del piano, pilastro indispensabile se si vuole dare concretezza alle proposte formulate. Insomma, tre quarti del parco resteranno ad uso pubblico con una porzione dedicata agli abitanti del quartiere dove è previsto il potenziamento di attività sportive, nonché la realizzazione di un centro culturale stabile per attività teatrali, l’apertura di nuovi ambienti museali, espositivi e della memoria, legati alla storia di San Salvi.

In buona sostanza il nuovo progetto fornisce una nuova visione delle possibilità di sviluppo dell’area, tenendo in considerazione sia le esigenze dell’azienda sanitaria, sia le proposte arrivate dai cittadini e da vari portatori di interesse che, nel tempo, hanno manifestato proposte alternative. Nella proposta urbanistica presentata dall’Asl al Comune è stato coinvolto il dipartimento di Architettura, con il quale è in corso già dal febbraio scorso un programma di ricerca. In una fase successiva saranno chiamati a collaborare anche gli agronomi e i forestali.