Ritorno all’antico splendore. Riapre la ’vera’ Cappella Brancacci

Dopo due anni il cantiere diagnostico e di restauro è stato smontato. Da giovedì sarà senza ponteggi

Ritorno all’antico splendore. Riapre la ’vera’ Cappella Brancacci

Ritorno all’antico splendore. Riapre la ’vera’ Cappella Brancacci

La cappella Brancacci torna a splendere. Dopo due anni di intenso lavoro, il cantiere diagnostico e di restauro che, grazie a ponteggi percorribili, ha permesso ai visitatori di apprezzare a distanza ravvicinata i capolavori di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, è stato tolto. E dal 16 maggio la cappella riapre al pubblico in tutto il suo splendore. Situata all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine, in Oltrarno, la cappella rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento.

L’iniziativa di decorare la cappella, fondata dalla famiglia Brancacci nel tardo Trecento, si deve al ricco mercante Felice Brancacci che nel 1423, di ritorno dall’Egitto, commissiona l’esecuzione degli affreschi. Alle ’Storie di San Pietro’, santo a cui era in origine intitolata la cappella, lavorano insieme Masolino e Masaccio. A causa della partenza del primo per l’Ungheria e del secondo per Roma, nel 1427 gli affreschi rimangono però incompiuti. In seguito all’esilio del Brancacci (1436), caduto in disgrazia per le sue simpatie antimedicee, i frati del convento fanno cancellare i ritratti di tutti i personaggi legati alla sua famiglia e nel 1460 intitolano la cappella alla Madonna del Popolo, inserendovi la venerata tavola duecentesca. Soltanto negli anni 1481-1483 Filippino Lippi effettuerà il ripristino e il completamento delle scene mancanti. I dipinti rischiano più volte di andare perduti: nel 1680 la Granduchessa Vittoria della Rovere si oppone al proposito del marchese Ferroni di trasformare la cappella in stile barocco, ma alla metà del Settecento vengono effettuati interventi di ammodernamento che distruggono le pitture della volta e delle lunette. Scampata all’incendio che nel 1771 devasta l’interno della chiesa, la cappella è acquistata nel 1780 dai Riccardi, che rinnovano altare e pavimento.

Gli affreschi, trascurati per tutto l’Ottocento, vengono sottoposti a spolveratura nel 1904 mentre l’intervento di restauro effettuato nel periodo 1981-1989 ha permesso di recuperare la loro limpida e brillante cromia. E adesso, con la conclusione delle operazioni di studio, monitoraggio e restauro conservativo, per il capolavoro indiscusso di pittura inizia una nuova stagione. La cappella sarà accessibile tutti i giorni escluso il martedì, dalle 10 alle 17, la domenica dalle 13 alle 17 (l’ultimo accesso è permesso alle 16:15).

Come per tutti i Musei civici fiorentini, i biglietti sono acquistabili sul portale ufficiale bigliettimusei.comune.fi.it. oppure alla biglietteria in piazza del Carmine 14. Le visite guidate sono prenotabili via mail ([email protected]), per telefono (055.2768224), oppure alla biglietteria.

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