Firenze, 21 agosto 2018 - Ha chiesto di spostarsi perché occupavano l’ingresso della sua bottega e in cambio è stato minacciato e spintonato. Lui, per difendersi, ha preso il bastone che utilizza per appendere gli abiti e l’ha rivolto verso i turisti allontanandoli così dalla sua attività. Protagonisti Mohammed, titolare dal 1989 del negozio di pelletteria di via dei Neri, e una famiglia proveniente dalla Spagna: babbo, mamma e due figli minorenni. Il parapiglia, cominciato in negozio, è finito in strada, in via dei Neri, sotto gli occhi di decine di persone. In «Borg’Unto» ogni giorno è la solita zuppa con i commercianti e i residenti che sono stati addirittura costretti a ingaggiare delle guardie per difendersi dai turisti cafoni. Ma a questo non si era ancora arrivati: le secchiate d’acqua questa volta hanno fatto spazio alle mani. Mohammed, esasperato dalla schiera di visitatori che tutti i giorni pranzano davanti al suo uscio, dopo aver chiesto gentilmente ai commensali di spostarsi, ha in un primo momento tirato una bottigliata d’acqua e dopo, per reagire ai loro spintoni, è uscito in strada con un bastone senza però nemmeno sfiorarli.

«Ho chiesto che andassero a mangiare da un’altra parte, loro mi hanno insultato, hanno detto che la strada non era la mia. Non ci ho visto più, anche perché sono esausto. Ho preso una bottiglia d’acqua e ho bagnato il marciapiedi. Loro mi hanno insultato e minacciato, poi spintonato e buttato a terra». Nel video, si vede il padre che aiutato dai due figli maschi tira un calcio al negoziante scaraventandolo contro la porta. Il colpo è così forte da spingere il commerciante sul pavimento. Poi, come mostrano le immagini, si rialza prende l’appendiabiti e si precipita in strada allontanando gli spagnoli dal suo negozio. «Non li ho toccati – spiega – oggi per la mia religione è una giornata di preghiera e digiuno. Mi sono spaventato, erano in tre: il padre mi tratteneva e i due figli mi hanno preso a calci. Mi hanno anche gettato addosso le bibite che avevano in mano e il panino».

Sul posto, alla fine, è arrivata la polizia. Mohammed è sconvolto, ci mostra la pedata sulla sua camicia bianca e le macchie di cibo e annuncia che oggi farà denuncia. «Noi non ne possiamo proprio più». In Borg’Unto non si parla di altro: qualcuno ventila addirittura l’ipotesi di organizzare una manifestazione. «Assurdo che il Comune non trovi una soluzione» dice Roberta Pieraccioni, presidente del comitato via dei Neri e consigliere di Quartiere per Forza Italia. La via, con i suoi 20 locali dove si può mangiare e comprare cibo da asporto, a marzo ha deciso di difendersi dall’invasione quotidiana ingaggiando quattro volontari dell’Associazione nazionale osservatori per la sicurezza urbana con il compito di pattugliare la via, tutti i giorni da giovedì al domenica, dalle 12.30 alle 15.30, a cavallo dell’ora di pranzo, il momento in cui la strada risente di più dell’assedio dei ‘mordi e fuggi’. «Ad agosto – prosegue Pieraccioni – il servizio dei volontari è stato sospeso e qui siamo punto e a capo».