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5 mag 2022

Quell’amore che vince la morte

sandro
Cronaca

Sandro

Rogari

Ho letto con avidità, su La Nazione, la storia di Chiara e di Kaif (nella foto); poi l’ho riletta e ancora riletta. Non è una storia a lieto fine. Kaif era un bimbo affetto da una malattia rara, ricoverato al Meyer, abbandonato dai genitori naturali. L’ospedale, con l’aiuto dell’associazione “Mamme matte”, ha cercato una mamma e, per caso fortuito, l’ha trovata in Chiara, nel marzo 2020. Ne è nata una grande storia d’amore durata due anni, finché il 1° maggio scorso Kaif ci ha lasciati. Questo bimbo infermo in un lettino d’ospedale ha conosciuto il sole e il vento, il mare e la montagna grazie all’amore di una mamma. Non la mamma naturale, ma una mamma con la M maiuscola che ha dimostrato come fra tante mostruosità e oscenità, delle quali leggiamo e sentiamo quotidianamente, l’amore vinca e riscatti. Vince anche la morte perché Chiara sapeva che il suo angioletto l’avrebbe lasciata. Sapeva che la medicina è ancora impotente contro queste malattie rare e che il distacco sarebbe stato inevitabile. Ma ha coltivato un amore infinito. Chiara non dice di avere dato; dice di avere ricevuto amore. Dice che Kaif, che le sorride felice come un bambino normale sul lungarno, le ha insegnato l’amore. È una profonda verità, questa, che ci narra quanto riceviamo dai piccoli. Perché i bambini, sani o malati che siano, ci insegnano tutto con un bacio o con un abbraccio, senza conoscere distinzioni di sorta, radicate solo nei nostri pregiudizi. Poi mi sono chiesto perché, istintivamente, ho letto con tanta avidità questa intervista di Manuela Plastina a Chiara, quando invece mi capita di sorvolare su interviste a illustri e potenti che apparentemente dicono cose di maggior conto per la nostra vita. Ho trovato la risposta nella ricerca della verità che ci accompagna e nell’amore di Chiara e di Kaif. Nella ragione di esistere che viene da questo amore. E ancora nell’amore che vince la morte dando nuova vita al bimbo scomparso nell’animo di una madre universale. Così per rifuggire dalla lettura dell’oscenità della guerra ho cercato rifugio in questa storia. Grazie Kaif e grazie Chiara.

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