Un'aula
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Firenze, 9 giugno 2021 - “Quel che è successo lascia sgomenti. Al preside va tutta la mia solidarietà”. Alessandro Artini è il presidente toscano dell’Anp, l’associazione nazionale presidi. La notizia del preside indagato dalla procura per omicidio colposo dopo che un dipendente dell’istituto da lui retto è morto per via del Covid lo ha scosso profondamente.

Come si è potuti arrivare a tanto?

“E’ quel che mi chiedo anche io… La nostra categoria quest’anno è stata particolarmente messa alla prova. Insieme a quelli della sanità, i dirigenti scolastici sono quelli che più hanno subito sulla loro pelle la complicata situazione. Tutti noi abbiamo lavorato ogni giorno, senza limiti d’orario. E se la scuola è arrivata al suono dell’ultima campanella, nonostante tutte le traversie dei mesi scorsi, lo si deve proprio all’impegno dei dirigenti, appoggiati e sostenuti dai collaboratori, oltre che ovviamente ai docenti. Quello che è accaduto, di cui ancora però non conosco i dettagli, urta profondamente la sensibilità dei dirigenti. E’ come un cazzotto nell’occhio. Sembra disconoscere il ruolo che abbiamo avuto. Ovvio che poi nasca una sorta di ‘medicina difensiva’, fatta di una burocrazia che rifiuta di apporre la firma”.

Troppe responsabilità sulle vostre spalle?

“E’ assurdo che, in un contesto pandemico, in cui il virus ha colpito ovunque, si vada ad indagare sul preside, che sicuramente, come tutti noi abbiamo fatto, si è speso per elaborare protocolli per salvaguardare la vita delle persone… Ognuno di noi può aver fatto degli errori. Ma chi si assume delle responsabilità non può poi essere l’unico a pagare”.

Cosa vorrebbe dire a questo preside?

“Gli sono vicino. Vorrei fargli arrivare tutta la mia solidarietà. Il fatto che sul suo capo penda la possibile imputazione di omicidio colposo mi fa star male. Sono davvero senza parole”.