Cesare Prandelli
Cesare Prandelli

Firenze, 21 novembre 2020 - «Domani vorrei vedere una squadra vogliosa di vincere e unita anche nei momenti difficili. Questo è un capitolo nuovo rispetto all'esperienza vissuta tanti anni fa a Firenze, vorrei che questa Fiorentina fosse l'orgoglio per tutti: città, società, tifosi».

Così Cesare Prandelli, alla vigilia della partita al Franchi contro il Benevento che segnerà il suo debutto-bis sulla panchina viola 10 anni dopo l'addio. «I giocatori avevano un rapporto vero con Iachini, ho trovato da parte di tutti grande disponibilità - ha proseguito l'ex ct -. Ho sempre sperato di poter realizzare il sogno di tornare, ora spero di essere protagonista come qualche anno fa».

"Penso che ci siano tutte le condizioni per creare un nostro fortino. Sono convinto che Firenze meriti tanto. Abbiamo la fortuna di avere una proprieta' che ha voglia di far tornare grande questa squadra e questa società, quindi le premesse ci sono per mettere i primi mattoni. Chiaro che dovremo
confrontarci con la realtà ma con rispetto, intelligenza e determinazione possiamo farcela tutti assieme. Non si può fare niente da soli".

Riparte da una metafora che utilizzò nella sua prima avventura sulla panchina viola Cesare Prandelli, alla vigilia della sfida in programma domani allo stadio 'Franchi' di Firenze contro il Benevento che segna il suo ritorno effettivo  alle gare ufficiali come tecnico. "Quando parlo di fortino penso alle vecchie mura del Michelangelo per difendere Firenze dagli attacchi - ha aggiunto Prandelli -. Noi dobbiamo difenderci dagli attacchi esterni, non crearceli all'interno, non avrebbe senso. Non possiamo fare la guerra fra di noi. Amiamo la Fiorentina tutti, abbiamo voglia di ottenere i risultati e dobbiamo difenderci solo dall'esterno e portare avanti il nostro progetto che è interessante. Questo è un capitolo nuovo, si ricomincia, voglio ritrovare una squadra che sia un orgoglio per i nostri tifosi, per la nostra societa', per la nostra città".

"Ci saranno dei cambi, ma esclusivamente su situazioni di gioco, poi non andrò a stravolgere nulla. Soprattutto in questo periodo più che i sistemi di gioco possono essere determinanti i cinque cambi. Chi entra, e si integra immediatamente, per 10, 20 o 30 minuti, può cambiare la partita". Cosi' come Iachini, Prandelli punterà sul talento di Ribery. "Ho avuto subito un confronto con lui, è un trascinatore, un vincente che non accetta mai di perdere, nemmeno le partitelle. Vorrei vederlo anche in altre zone del campo perché secondo me può  essere determinante in fase realizzativa e nell'ultimo passaggio. Stiamo lavorando per questo ma ho trovato da parte sua grandissima disponibilità".

Cesare Prandelli e' tornato in viola solo da pochi giorni ma "l'aspetto interessante che ho trovato è che c'è una società  molto coesa, un ambiente molto professionale e competente. Mi sembra che ci siano le componenti giuste per programmare davvero qualcosa di importante. Barone, Pradè e tutti quelli che ruotano attorno alla società mi sembrano molto coesi, decisi, determinati e questo è un aspetto molto positivo"

Poi, un pensiero per Commisso, reduce da un'intervista molto discussa in settimana: «Parlo da tifoso e i tifosi devono pensare che la società sta programmando il futuro. Teniamoci stretto questo presidente, con lui il popolo viola può sognare in grande. Ho sempre sostenuto che quando parla un
presidente bisogna solo ascoltare e non commentare. Se lui ha detto determinate cose è perché ha una cultura ed una mentalità differente dalla nostra. Lui non sopporta nessun tipo di bugia. Da tifoso della Fiorentina penso che ora c'è una società che sta progettando e programmando un futuro. La società ha investito 80 milioni in un centro sportivo, sta cercando di costruire uno stadio, con tutti i problemi conseguenti. Commisso sta investendo tanti denari, quando ti capita una cosa del genere?".

Sulla gara col Benevento, Prandelli prevede che  "è chiaro che inizialmente sarà difficile avere idee precise, ma ho trovato giocatori molto disponibili, abbiamo lavorato forte, i nazionali sono arrivati solo negli ultimi giorni, ma sono venuti con determinazione e voglia di ricominciare. Il Benevento ha idee di gioco, fanno transizioni veloci, attaccano la profondità con molti giocatori, si vede che certe situazioni siano codificate, dobbiamo mettere in campo quello che metterà il Benevento, sapendo che dal punto di vista tecnico possiamo essere superiori".

Sarà  una Fiorentina diversa ma non troppo rispetto a quella che gli ha lasciato in eredità Beppe Iachini. "I cambiamenti vanno fatti con gradualità. Non è che in 10 giorni posso stravolgere i sistemi di gioco, anche perché i nazionali sono arrivati giovedì e il secondo allenamento lo hanno fatto oggi".