Il laboratorio di Careggi (foto Gianluca Moggi/New Press Photo)
Il laboratorio di Careggi (foto Gianluca Moggi/New Press Photo)

Firenze, 24 marzo, 2020 - La Toscana parte oggi con il test sierologico su 25mila operatori della sanità. Si tratta di un kit veloce che, prelevando una sola goccia di sangue dal dito, con una lancetta (un piccolo ago), in pochi minuti è in grado di rivelare la presenza di due tipi di anticorpi: le immunoglobuline M, che sono le prime a comparire e indicano un’infezione in corso, o recente, e le immunoglobuline G, che compaiono più tardivamente e permangono più a lungo, indicando che il sistema immunitario ha sviluppato le difese contro il virus. Una svolta significativa. Il kit, grazie alla sua semplicità, rispetto all’analisi molecolare sul ltampone che ha bisogno di una procedura lunga (per i risultati servono almeno 5-6 ore) e complessa sia per il prelievo, sia per l’analisi che richiede laboratori attrezzati per l’inattivazione del virus, in modo da mettere in sicurezza gli operatori.
Un cambiamento epocale visto che, per le sue caratteristiche, permetterà di verificare se c’è stato un contagio in ampie fasce di popolazione, dapprima in 25mila professionisti della sanità, poi sarà esteso a tutto il personale sanitario e, dopo, probabilmente all’intera popolazione toscana.
Il laboratorio di Microbiologia e virologia e microbiologia di Careggi, diretto dal prof Gian Maria Rossolini ha è già avanti con la valutazione dei test che sta dando risultati molto incoraggianti. La Toscana ne ha già a disposizione 60mila: 10mila acquistati con una parte della donazione fatta dalla società di calcio Fiorentina e gli altri 50mila regalati dalla Cina. Poi la Regione, appena il kit otterrà il via libera dall’autorità nazionale, ne riceverà 500mila dalla Diesse Diagnostica Senese, azienda con quarant’anni di esperienza alle spalle (spin off dello storico istituto Sclavo), presente in cento paesi ma con il quartier generale a Siena.
Professor Rossolini, a che punto siete con la sperimentazione?
"Ci auguriamo di completarla rapidamente. Anche se siamo oberati dal lavoro di analisi sui tamponi, questa sperimentazione ha un’elevata priorità. Abbiamo già cominciato da alcuni giorni, stiamo confrontando i nostri dati anche con altri importanti centri italiani che stanno svolgendo lo stesso tipo di ricerca, e i primi risultati sono molto interessanti".
Funziona?
"Per rilevare gli anticorpi sembra proprio che funzioni".
C’è il rischio che dia risultati sballati, con falsi negativi o falsi positivi?
"Stiamo proprio verificando la sua affidabilità. Poi è doveroso dire che qualunque test può dare falsi negativi e falsi positivi, nessuno di loro è infallibile".
Ma è utilizzabile a scopo diagnostico oppure solamente per studi epidemiologici?
"Potrebbe essere utile per entrambe le finalità. Può essere utilizzato a scopo diagnostico, come metodo rapido per sospettare l’infezione e inserire rapidamente il paziente nel percorso opportuno, sia a scopo epidemiologico, magari tra qualche mese, per ottenere un dato numerico sulla popolazione che si è infettata - dato che ora manca - e magari ha superato la malattia quasi senza accorgersene".
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