Firenze, 18 ottobre 2019 - Sono aperti ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30, tutti volontari e preparati. Si chiamano Claudio, Francesca, Stefano, Massimo, Enrico, Eleonora e sono i primi portieri di quartiere di Firenze. Nel loro piccolo potrebbero ricordare Madame Michel, la portinaia di Rue de Grenelle di Muriel Barbery, che leggeva Marx con «l’eleganza di un riccio». Loro sono così: discreti, di fiducia. E soprattutto sono a disposizione di tutti gli abitanti dell’Oltrarno e dintorni.

Il portiere di quartiere potrà ritirare pacchi, chiavi, portare la spesa pesante su per le scale alla donna anziana, spiegare le bollette di difficile comprensione, favorire le relazioni territoriali tra i negozianti di prossimità e le persone del quartiere. Dopo l’esperienza già avviata in Francia alcuni anni fa (“Lulu dans ma rue” fu il primo portierato di quartiere fondato a Parigi), anche l’Oltrarno avrà il suo tutto fare. Si tratta di un’iniziativa lanciata dall’associazione di promozione sociale Incontriamoci sull’Arno in collaborazione con il Quartiere 1 e il Comune di Firenze. La sede del Portierato di Quartiere, che è quella dell’associazione che offre il servizio completamente gratuito, si trova in Borgo San Frediano al 53 rosso, nel cuore della rive gauche fiorentina. In coda c’è di tutto: la nonna che non ce la fa a portare la spesa su per le scale e aspetta il figlio, il lavoratore alle prese col turno di notte che non sa come fare a riprendere le chiavi, lo studente appena arrivato nel rione che non riesce a districarsi con la raccolta differenziata, lo straniero alle prese con la bolletta da leggere.

«Spesso le nonne di San Frediano ci portano il carrello con la spesa. Ci siamo muniti anche di un frigorifero in modo da poter conservare meglio freschi e congelati» racconta Claudio Martinoli, uno dei portieri dell’Oltrarno. Lui ha 57 anni ed è uno dei volontari problem solving. «Cosa faccio? Quello che facevano i portinai di una volta: sono a disposizione delle persone per le loro incombenze quotidiane» sorride Claudio. In effetti, ha fatto capolino da poco più di una settimana ma il Portierato di quartiere di problemi ne ha già risolti a decine. «Ci sono residenti che lavorano e fanno arrivare i propri pacchi acquistati online o la propria posta qui o c’è chi ci ha bisogno delle medicine e andiamo in farmacia. Per esempio, ieri una signora non riusciva a leggere la bolletta dell’Enel ed è venuta da noi». In buona sostanza, l’obiettivo è prendersi cura di un territorio, dei suoi cittadini e cercare di ricreare quei buoni rapporti di vicinato, che un tempo erano scontati, oggi quasi inesistenti. «Quasi tutti noi siamo nati in Oltrarno – le parole di Massimo Niccolai, presidente dall’associazione di promozione sociale Incontriamoci sull’Arno – e purtroppo, a nostro malincuore, stiamo assistendo a una trasformazione del nostro rione. I negozi di vicinato stanno sparendo, i residenti anche. Abbiamo cercato di ricreare una situazione che possa favorire le relazioni sociali tra gli abitanti».