Francesca Tozzi mentre allatta la figlia durante il consiglio comunale (foto Germogli)
Francesca Tozzi mentre allatta la figlia durante il consiglio comunale (foto Germogli)

Firenze, 11 luglio 2019 - Con tre settimane appena d’età e il suo vestitino bianco e rosa è stata la vera protagonista dell’ultimo consiglio comunale di Lastra a Signa. La piccola Anna Rumi, 20 giorni, ha infatti fatto compagnia alla mamma, Francesca Tozzi (Pd), vicepresidente dell’aula, che in questi giorni ha dovuto sostituire il presidente del Consiglio comunale, Nicola Montemurro, assente per motivi personali. Nessun dubbio, da parte della giovane consigliera e mamma, 33 anni, farmacista di professione, su come gestire i vari impegni amministrativi. Semplicemente si è portata Anna al seguito, nelle riunioni dei capigruppo e in aula, dove ha condotto la seduta senza intoppi, allattando la bimba al seno quando necessario.

Un gesto che il sindaco Angela Bagni ha voluto lodare sui social e che ha ricevuto tantissimi commenti positivi, a maggior ragione dopo che, solo pochi giorni fa, una giovane mamma aveva denunciato di essere stata allontanata da un corso dell’Università di Bologna per aver provato a partecipare alle lezioni con la sua bambina.

«Ho fatto la campagna elettorale con il pancione – spiega Francesca – e molti già allora si sono meravigliati. Per me invece è tutto molto naturale, così come lo è stato con il mio primogenito. In vista del consiglio comunale, sinceramente, mi ero posta dei dubbi su come muovermi. Avevo pensato di tirarmi il latte e di darlo con il biberon ma sarebbe stato un gesto innaturale. Il sindaco Angela Bagni mi ha incoraggiato a portare la bimba in Consiglio e sono felice di averlo fatto. Non ha assolutamente disturbato l’aula ed è stato un bellissimo momento».

E la giovane consigliera intende continuare. «Abbiamo in programma altre due sedute, una a luglio e una il 4 agosto – spiega – e Anna sarà con me in entrambi i casi. Sono convinta che la sua presenza accanto alla sua mamma sia semplicemente la cosa più giusta. Non dovrebbe nemmeno destare scalpore. Ma se lo stupore serve a sensibilizzare altri sulla naturalezza della maternità ben venga».