Pietro Pacciani
Pietro Pacciani

Firenze, 29 agosto 2014 - E' di cinque giorni fa la notizia della richiesta al Comune di San Casciano dei resti di Pietro Pacciani. A distanza di pochi giorni Maurizio Sozio, docente all'università di Bari, spiega all'ANSA perché, a nome di altri studiosi, si era informato col Comune di San Casciano sulla sistemazione e la tumulazione dei resti di Pacciani in assenza di iniziative dei suoi parenti.Tra le motivazioni addotte dallo studioso: "Si dovrebbe conservare la memoria storica della vicenda del Mostro di Firenze e non pregiudicare la possibilità che un domani, per eventuali altre indagini, siano disponibili materiali organici da cui prelevare il Dna di Pacciani e poterlo confrontare con reperti in archivio".

Il docente, che ha detto di parlare a titolo personale e non per l'ateneo dove insegna 'Diritti dell'uomo', ha precisato che fece "un sondaggio, una mera richiesta di informazioni per evitare che i resti di Pacciani finissero nell'ossario". "Non c'è nessuna morbosità, né nessuno di noi studiosi del caso Mostro di Firenze ha eletto Pacciani a idolo, fra noi prevale solo l'aspetto storico-scientifico". "Disperdere i resti di Pacciani nella fossa comune - ha proseguito - significherebbe andare a cancellare, nel bene e nel male, anni di indagini, di sforzi investigativi, di processi di una vicenda rimasta comunque controversa, significherebbe mandare nell'oblio indistinto delle fosse comuni anche questa storia". Il gruppo di studiosi di cui il docente si fa portavoce si è aggregato sul web, seguendo il caso nei social network con approfondimenti dedicati proprio alla vicenda del Mostro di Firenze, che "è diventata parte della storia della criminologia del paese e non merita di essere dimenticata anche per rispetto delle vittime".

Il Comune rispose che gli studiosi si sarebbero dovuti procurare un nulla osta dalle figlie di Pacciani, ma la cosa, per vari aspetti, non ha poi avuto seguito.