I pesci morti sono stati raccolti dai volontari di Legambiente, La Racchetta e Cai
I pesci morti sono stati raccolti dai volontari di Legambiente, La Racchetta e Cai
Sesto Fiorentino, 18 novembre 2020 - Decine e decine di pesci morti lungo il corso del torrente. Un vero e proprio disastro ambientale quello che si è verificato sul Rimaggio dopo i due episodi di sversamento di acque di lavorazione della frangitura delle olive, a distanza ravvicinata, operati da un frantoio situato in via delle Gore. Ieri mattina le carcasse degli animali sono state raccolte dai volontari di tre associazioni, Legambiente, La Racchetta e Club Alpino...

Sesto Fiorentino, 18 novembre 2020 - Decine e decine di pesci morti lungo il corso del torrente. Un vero e proprio disastro ambientale quello che si è verificato sul Rimaggio dopo i due episodi di sversamento di acque di lavorazione della frangitura delle olive, a distanza ravvicinata, operati da un frantoio situato in via delle Gore. Ieri mattina le carcasse degli animali sono state raccolte dai volontari di tre associazioni, Legambiente, La Racchetta e Club Alpino Italiano di Sesto: "Siamo intervenuti – spiegano i presidenti delle tre realtà Simone Guidotti, Gianni Panunzi e Stefano Rolle – per recuperare i pesci che da giorni galleggiano lungo il corso del torrente Rimaggio, nel tratto che da Valiversi scende verso il centro cittadino. Molti cittadini si sono fermati per assistere all’intervento, incuriositi ma soprattutto arrabbiati, in quanto questo fenomeno della moria dei pesci e dell’acqua totalmente nera si ripete da anni nella prima metà di novembre". Stando ai residenti in zona, dunque, l’episodio della colorazione anomala del torrente registrato nelle scorse settimane per gli sversamenti abusivi non sarebbe isolato e limitato a quest’anno. Dopo le segnalazioni dello scorso 13 novembre però i ‘colpevoli’ hanno ammesso le proprie responsabilità e il frantoio si è anche attivato incaricando una ditta specializzata per le operazioni di pulizia delle aree imbrattate dalle acque di vegetazione disperse. I titolari dell’attività sono stati denunciati e sarà l’autorità giudiziaria a stabilire le sanzioni per i reati commessi.

C’è però chi chiede provvedimenti più duri di una multa, magari salata, per chi ha colorato di marrone il Rimaggio: "Chi ha inquinato l’unico corso d’acqua di Sesto Fiorentino – si legge in una nota di Italia Viva Sesto – deve essere punito non solo con una sanzione ma con lavori socialmente utili. Un torrente nero, anche dopo diversi giorni dalle segnalazioni, pesci e carcasse di animali lungo tutto il fiume sono segno di un inquinamento senza precedenti. Leggiamo di indagini di Arpat che avrebbero già individuato la causa e del Comune che ha denunciato e sanzionato chi ha causato tutto questo. Noi proponiamo che oltre la multa sia individuato un percorso affinché chi ha causato questo ripari al danno lavorando a sistemare il torrente, reintrodurre vegetazione e fauna e lo faccia per parecchio tempo. Lavori utili alla comunità per chi inquina".