"Nascose prove contro Calamai" Assolto il finanziere

Era accusato di falso, minaccia, stalking e favoreggiamento. Aveva indagato nella prima tranche della concorsopoli di Careggi.

"Nascose prove  contro  Calamai"  Assolto il finanziere
"Nascose prove contro Calamai" Assolto il finanziere

Firenze

E’ stato assolto, nel processo in abbreviato, il luogotenente della guardia di finanza accusato di aver nascosto elementi d’indagine a carico dell’ex dg di Careggi, Monica Calamai, e di aver di conseguenza reso inefficaci brandelli d’indagine sulla prima tranche della “concorsopoli“ in seno all’azienda universitaria ospedaliera.

D.C., 59 anni, che prestava servizio al nucleo polizia economica, gruppo spesa pubblica, è stato anche uno dei protagonisti della guerra intestina alla procura che aveva portato anche all’indagine dei pm di Genova sull’operato degli inquirenti in merito a un filone sui presunti concorsi truccati.

D.C. doveva rispondere di falso materiale commesso da pubblico ufficiale, falso informatico, favoreggiamento, violenza privata, minaccia e stalking nei confronti di una collega.

Secondo le accuse, il militare avrebbe cercato di orientare le investigazioni in una direzione diversa cercando di modificare o nascondere il contenuto delle intercettazioni e dei relativi sunti quando c’era in ballo la Calamai. Con i suoi interventi, sostenevano i pm, le avrebbe evitato anche di essere “bersaglio“ di captazione delle conversazioni.

Questa corsia preferenziale per l’allora direttrice generale dell’Auoc sarebbe stata motivata, secondo l’accusa, dai rapporti professionali della sua compagna con la stessa Calamai.

Sempre per lo stesso motivo, avrebbe condizionato il lavoro di alcuni colleghi, minacciandoli, se non avessero eseguito i suoi ordini, di finire indagati a Genova.

Ma all’udienza di ieri, davanti al gup Federico Zampaoli, i difensori, gli avvocati Massimiliano Palena e Michele Passione, hanno smontato le accuse e portato a causa un’assoluzione: perché il fatto non costituisce reato per alcuni capi d’imputazione, perché il fatto non sussiste per altri.

ste.bro.