Museo della Paglia, è caos: "Al direttore solo 6mila euro"

L’avviso pubblico del Comune di Signa provoca le ire di "Mi Riconosci". L’associazione: "Si cercano persone qualificate ma lo stipendio non è all’altezza".

Museo della Paglia, è caos: "Al direttore solo  6mila euro"

Museo della Paglia, è caos: "Al direttore solo 6mila euro"

Direttore scientifico cercasi per il museo, ma con un compenso pari a 6mila euro lordi l’anno e partita Iva: insorge l’associazione "Mi Riconosci". Succede a Signa dove il Comune ha da poco pubblicato un avviso pubblico per la selezione del direttore scientifico del Museo civico della Paglia e dell’Intreccio Michelacci. Una proposta che non è passata inosservata alla sezione toscana dell’associazione "Mi Riconosci", che combatte lo sfruttamento dei professionisti del settore culturale. "Il Comune ha investito molto per la riqualificazione del museo (227mila euro) – si legge nella nota dell’associazione – ma lo stesso non si può dire per le professionalità che devono operarvi. Dal 2013 la gestione è affidata in comodato gratuito all’Associazione della paglia e dell’intreccio. Risale invece al 12 marzo l’avviso pubblico di selezione per una "collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità" ai fini della direzione scientifica. Al vincitore spetteranno molteplici compiti: dalla co-definizione del progetto culturale e istituzionale del museo, al sovrintendere conservazione, ordinamento, studio delle collezioni, attività didattiche ed educative, coordinando gli operatori preposti" fino ad altre attività. "Assieme alla domanda di ammissione – prosegue la nota - il candidato dovrà allegare un dettagliato progetto. Di fatto per partecipare si richiede l’elaborazione di una linea progettuale, a titolo gratuito". "È evidente che la persona ricercata è un professionista formato e con esperienza pregressa – spiega Alice Chiostrini, storica dell’arte e attivista di "Mi Riconosci" - ma a tali richieste non corrisponde il compenso, pari all’imbarazzante cifra di 6mila euro lordi l’anno, in regime di partita Iva. Per l’ennesima volta ci troviamo davanti a un grave caso di svalutazione della professione culturale". "Riteniamo che l’offerta sia in linea con quella di tante piccole realtà analoghe – la replica del sindaco, Giampiero Fossi – visto che l’incarico non richiede un impegno orario, ma solo una supervisione, e che gran parte del lavoro è svolta dai funzionari comunali. Spiace che il nostro bando venga strumentalizzato".

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