Mostro, Netflix sulle orme di Pacciani. Il set della fiction fa tappa a Mercatale

Curiosità ma anche ritrosia nel paese del Vampa per le riprese della serie

Mostro, Netflix sulle orme di Pacciani. Il set della fiction fa tappa a Mercatale
Mostro, Netflix sulle orme di Pacciani. Il set della fiction fa tappa a Mercatale

FIRENZE

Tappa a Mercatale Val di Pesa, per rappresentare la perquisizione a casa di Pietro Pacciani, l’arresto, la scarcerazione, la sua morte.

Le riprese della fiction di Netflix sul mostro di Firenze continuano e attori, comparse e telecamere continuano a battere i luoghi che hanno segnato questa vicenda.

Così, in questi giorni, la frazione di San Casciano Val di Pesa si è ritrovata catapultata indietro di oltre trent’anni.

Via Sonnino (dove abitava il contadino nato a Vicchio nel 1925) e piazza Vittorio Veneto a Mercatale Val di Pesa sono state interdette (giusto il tempo di alcune riprese cinematografiche) ai residenti e al

transito.

Solo comparse vestite con abiti degli anni ’80 e auto rigorosamente di quegli anni, hanno trovato posto davanti allo “sdrucciolo” dove abitava Pacciani, mentre piazza Vittorio Veneto al momento del ciak gli “estranei”, si sono chiusi in casa o nei negozi fino al libero tutti.

Bocche cucite da parte di regia e maestranze per le ultime scene della serie Tv,

anche se i residenti di Mercatale avrebbero fatto volentieri a meno di essere ancora ricordati per il paese del “mostro”.

Così a più riprese si sono viste sfrecciare tre Alfette dei carabinieri all’inseguimento di due auto. Lampeggianti accesi senza sirena, l’inconfondibile rombo dei motori seguiti dall’alto da un drone, dove chi non era di scena ma ben nascosto dietro le finestre ha seguito il tutto anche con una certa curiosità.

Curiosità che riguarda anche l’uscita finale della serie, creata da Leonardo Fasoli e dal regista Stefano Sollima.

Sollima, che ha raccontato in tv anche la banda della Magliana - con la serie “Romanzo Criminale“ -, la mafia a Roma con Suburra e la camorra con “Gomorra“ ispirata da Saviano, si addentra nel principe dei gialli italiani. Nessuna indiscrezione sul plot narrativo e neanche sul cast.

Si sa che il simbolo della serie è l’identikit di un uomo dagli occhi sconvolti che a bordo di una macchina sportiva rossa si allontanava dalla zona del delitto di Calenzano, nell’ottobre del 1981.

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