Uffizi a Casal di Principe, c'è chi dice no: "Non bastano i quadri per combattere le mafie"

L'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili sulla mostra nella quale sono esposte 20 opere della Galleria: "Riscatto? No, solo retorica"

L'attentato ai Georgofili (foto d'archivio New Press Photo)

L'attentato ai Georgofili (foto d'archivio New Press Photo)

Firenze, 21 giugno 2015 - Oggi a Casal di Principe si è aperta la mostra “La luce vince l’ombra”, nella quale sono esposte 20 opere importanti della galleria degli Uffizi di Firenze. L'esposizione, a cura di Antonio Natali (Direttore della Galleria degli Uffizi) e Fabrizio Vona (Direttore del Polo Museale Regionale della Puglia), è ospitata presso Casa don Diana. Si tratta di un evento importante, che vuole contribuire alla costruzione di un’alternativa sociale ed economica per il rilancio di terre che sono state per anni assogettate al potere e alla violenza della Camorra. Non è un caso, infatti, che la mostra sia stata allestita in una villa confiscata al boss Egidio Coppola soprannominato 'Brutus. E in questa manifestazione, le opere fiorentine hanno ricoperto un ruolo importante.

Tuttavia, l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili non ha avuto parole dolci per questo evento. «A Casal di Principe l'arte sfregiata, i quadri 'feriti' agli Uffizi il 27 maggio 1993, visite del ministro Franceschini e dello scrittore Saviano, che rappresenterebbero il riscatto sulla mafia. Sembra un quadretto naif, tanto risplende nei colori pastello». Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli. «Il dramma - aggiunge - è che le mafie unirono le forze il 27 maggio 1993 sotto la galleria degli Uffizi, infatti morirono 5 persone e 48 rimasero invalide per sempre e questi torti non si possono pareggiare con la 'rinascita' di quadri recuperati, di scritti nei libri, di parole pelose della retorica, ostentando arresti di soli mafiosi».