Analisi in un laboratorio
Analisi in un laboratorio

Firenze, 8 maggio 2018 - Per 48 ore ha lottato contro quel batterio che ha chissà come invaso il suo corpicino. Ma ieri pomeriggio il piccolo ha dovuto cedere alla meningite: a soli 8 mesi è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze
Era arrivato lì sabato scorso, trasportato di corsa dal Mugello dove abitava con i suoi genitori. Febbre alta, rigidità fisica, difficoltà di respirare, perdita dei sensi: subito i medici dell’ospedale fiorentino hanno capito che la situazione era grave. La diagnosi ha confermato i timori di meningite. La causa della malattia - hanno verificato dallo specializzato laboratorio di analisi del Meyer - è lo pneumococco, un batterio ben diverso rispetto al meningococco che tanta paura ha fatto in Toscana, uccidendo persone di tutte le età negli ultimi anni e facendo scattare la campagna di vaccinazione regionale di massa.
 
Lo pneumococco è un batterio molto diffuso: come spiega il centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, lo «Streptococcus pneumoniae» è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica. La mortalità negli adulti è di circa il 10%. La meningite pneumococcica non è contagiosa: se per la meningococcica, gli uffici dell’igiene pubblica della Asl di riferimento devono far scattare immediatamante la profilassi antibiotica su tutte le persone che hanno avuto contatti prolungati e in ambienti chiusi col paziente negli ultimi 15 giorni, per lo pneumococco non ci sono precauzioni da prendere, neanche per i familiari più stretti.  
 
IL PICCOLO, dicono i medici del Meyer, era in regola con il calendario vaccinale della sua età anagrafica. Secondo le regole della Toscana, le dosi di vaccino contro lo pneumococco, si fanno a 3 e sei mesi con un richiamo poi a 15 mesi. Ma l’immunizzazione non copre tutti i ceppi di pneumococco.
Ora toccherà agli esperti del Meyer capire cosa è successo al piccolino, perchè questa terribile infezione è stata letale, in un quadro clinico che finora pare non avesse mai presentato problemi: il bambino non sembra soffrisse di patologie particolari. Solo con l’autopsia su quel piccolo corpo i medici potranno cercare di capire come il batterio abbia potuto uccidere una creatura così piccola.