Enrico Rossi (foto Dire)
Enrico Rossi (foto Dire)

Firenze, 19 novembre 2019 - Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale per tutto il territorio regionale sulle province di Arezzo, Pisa, Grosseto, Siena, Lucca, Massa, Pistoia, Prato, Livorno e Città metropolitana di Firenze dopo gli eventi meteo dei giorni 15, 16 e 17 novembre che le hanno colpite.

Una delibera della giunta individuerà poi i Comuni colpiti e le relative iniziative da assumere. Nelle prossime ore sarà chiesto al Governo un’analoga dichiarazione di emergenza nazionale, consentendo così di attivare finanziamenti e di velocizzare le procedure a favore sia dei soggetti pubblici che privati. Allo stesso tempo, Rossi ricorda che gli investimenti di centinaia di milioni fatti dalla Regione per mitigare il rischio idraulico hanno consentito di limitare i rischi e i danni e di evitare guai peggiori a Pisa per l'ondata di piena dell'Arno.

Il sistema idraulico dell'Arno tutto sommato ha retto bene e Pisa è stata salvata grazie all'entrata in funzione della cassa di espansione della Roffia, realizzata con circa 18 milioni di finanziamenti della Regione e in grado di smaltire fino a 5 milioni di metri cubi di acqua. «Con la firma dello stato di emergenza regionale consentiamo a tutti gli enti che sono nella necessità di farlo – sottolinea Rossi – di effettuare le richieste agli uffici regionali per realizzare interventi di somma urgenza. Sono interventi fondamentali in questo momento per garantire l’incolumità delle persone e per fronteggiare situazioni che creano disagi insopportabili per la popolazione. Stiamo raccogliendo le informazioni sulla base di comunicazioni che stanno arrivando dagli enti locali e da tutti i soggetti coinvolti sul territorio. Contiamo già oggi di avere un quadro ancora più dettagliato della situazione» sottolinea il presidente della Regione Toscana. Rossi vuole anche puntualizzare che è stato anche e soprattutto grazie agli investimenti di centinaia di milioni fatti dalla Regione che l’ondata di maltempo e la piena dell’Arno non hanno fatto danni peggiori.

«Ciò che emerge – continua il governatore – conferma in ogni caso che si tratta di danni legati a frane, smottamenti, allagamenti, trombe d’aria, problemi a immobili e a strade che sono diffusi su tutta la Toscana ma con un carattere puntuale e limitato nello spazio. Il tessuto idraulico della regione, grazie ai lavori effettuati e alle manutenzioni, ha fatto fronte alle piogge intense di questi giorni. Questo dimostra che la strategia intrapresa dalla Regione di spendere 100 milioni all’anni in opere idrauliche e 80 milioni in lavori di manutenzione comincia a produrre effetti consistenti e su questa strada procederemo».

Quindi Rossi si sofferma su Pisa. «Voglio anche ringraziare il prefetto di Pisa e l’Esercito, insieme ai tecnici del Genio civile regionale che, in attuazione della convenzione sottoscritta nel dicembre 2016, hanno consentito di montare nei tempi previsti, precauzionalmente, i panconcelli, strutture di contenimento che, per fortuna non sono state raggiunte dalla piena dell’Arno. Continueremo - conclude - a lavorare con i Comuni, le Province e tutto il sistema della Protezione civile regionale per fare il punto sui danni, in modo tale che in accordo con il dipartimento nazionale della Protezione civile, sia possibile arrivare alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per accelerare i lavori di ripristino e ottenere risorse per le spese pubbliche e il ristoro dei privati».