
Maggio, il cartellone gioca al rialzo. Il Festival da record finanzia la lirica
Ventimila spettatori paganti in un mese: un bilancio che supera ampiamente ogni aspettativa, quello del 68° Festival del Maggio che si avvia verso la conclusione. Nel frattempo, il Teatro fiorentino si prepara ad aprire le porte della Cavea al grande pubblico dell’opera, mentre l’orchestra diretta da Zubin Mehta affronterà due grandi tournée internazionali: la prima a fine giugno in Cina (6 tappe tra Tianjin e Beijing) e la seconda a luglio al Ljubljana Festival con "Il Trovatore" di Verdi. Il sovrintendente Carlo Fuortes ha presentato ieri il nuovo cartellone con la promessa di rendere nota entro fine luglio anche tutta la programmazione 2025. "Con le risorse interne al Teatro, in particolare con quelle della biglietteria, siamo riusciti ad aumentare in modo significativo la produzione", afferma con soddisfazione. E aggiunge: "Non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti per traghettare il Maggio fuori dalla crisi e riportarlo alla normalità, e a una normalità di eccellenza, nell’obiettivo di raggiungere finalmente un equilibrio".
Sono dunque ben sei le opere della più schietta tradizione lirica italiana che verranno allestite da luglio a dicembre. Si parte con Rossini: "Il Barbiere di Siviglia" a luglio nella Cavea con Riccardo Bisatti sul podio e la regia di Damiano Michieletto, e a settembre "La Cenerentola" (dirige Gianluca Capuano, regia di Manu Lalli), per proseguire con la verdiana "Traviata" a novembre (Roberto Abbado sul podio, Stefania Grazioli alla regia). E tutto questo era già stato ampiamente previsto, ma grazie ai nuovi proventi è stato possibile aggiungere altri tre titoli. "Voglio ringraziare il pubblico e gli operatori economici di Firenze – aggiunge Fuortes – che hanno dimostrato di amare il teatro più di quanto non mi aspettassi. Ci siamo impegnati a fondo per restituire agli spettatori la fiducia che ci hanno tributato".
Dunque, a costo di incorrere in una ‘sbornia’ pucciniana alimentata dal centenario della morte, Daniele Gatti riproporrà a sorpresa "Madama Butterfly" in un nuovo allestimento firmato da Lorenzo Mariani, cui va ad aggiungersi un accattivante dittico che accosta due titoli buffi coevi e diversamente noti: "Gianni Schicchi" accanto a "Mavra" di Stravinskij, con Francesco Lanzillotta direttore e la regia di Denis Krief. E poi 17 concerti, tra appuntamenti sinfonico-corali e di canto. Un rilancio alla grande, ma per adesso, nessuna indiscrezione sul dopo-Gatti. L’inaugurazione il 6 ottobre con l’Ottava Sinfonia di Bruckner diretta da Mehta. Poi un ciclo di tre concerti in cui Gatti proporrà l’integrale delle sinfonie di Brahms e il Requiem Tedesco. Accanto a loro, una lunga serie di giovani direttori di talento: Dmitry Matvienko, Alessandro Bonato, Luciano Acocella che dedicano al repertorio russo la programmazione di settembre; poi tre recital di canto collegati ad altrettante incisioni discografiche realizzate dal Maggio: protagonisti Jessica Pratt, Teresa Iervolino e Nicola Alaimo, con Riccardo Frizza e Matteo Parmeggiani sul podio. E ancora, Glass Marcano, Federico Maria Sardelli, Francesco Lanzillotta, Michele Spotti, Ivor Bolton. Un concerto speciale per Puccini nel giorno del centenario dalla morte, un’opera per bambini, "La fiaba di Tristano", e un festival dedicato ai Cori di voci bianche di sette Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, compresa quella dell’Accademia del Maggio.
Chiara Caselli