Ma la pista non sembra impossibile

Il ministero competente ha espresso osservazioni ostili ma non ha bocciato la costruzione della pista dell'aeroporto di Firenze. Chiede ulteriori modifiche, ma sembra possibile soddisfare le richieste.

Canè

E all’improvviso, nel dibattito politico, fa irruzione un argomento nuovo, inedito: l’aeroporto. Si dirà: nell’ultimo mezzo secolo è già capitato di sentir parlare della bislacca idea di costruire una pista su cui atterrino degli aerei con un po’ di passeggeri a bordo. Vero. Questa volta, però, c’è una novità. Le osservazioni (oltre 160 pagine) del ministero competente, che fanno seguito ad altre migliaia di osservazioni fatte nei decenni dallo stesso ministero, oltre che da Comitati, Enti, Tar, Consigli di stato, Comuni e associazioni ambientaliste; tutto ciò, dicevamo, andrebbe inquadrato nella lotta che il governo centrale conduce contro Firenze e la Toscana per via delle diverse tonalità cromatiche. Può darsi. In politica non c’è mai fine ai colpi bassi. Lo sanno bene a Palazzo Vecchio e in Regione: come si pronuncia la parola Peretola, arrivano le cannonate amiche dei sindaci di sinistra della Piana e di Prato. Come è successo anche nelle ultime ore. Detto questo, che sia un complotto romano o il solito fratricidio alla fiorentina, guai a non essere comunque ottimisti. Perché nell’anno (2023) in cui il Vespucci chiude con il record di oltre 3 milioni di passeggeri, beh, è difficile dire, come qualcuno fa, che parliamo di uno scalo che "tanto va bene così". Ditelo a chi gli passa sopra un aereo ogni cinque minuti. Certo, va benissimo anche andare a Bologna o a Pisa come tanti sono costretti a fare. In un’oretta si è a destinazione: più o meno come attraversare Firenze. Piuttosto è grottesco che ancora si pensi di contrapporre l’aeroporto di casa nostra a quello pisano che hanno lo stesso proprietario straniero a cui non importa niente delle secolari rivalità, e coltiva un evidente interesse a che entrambi migliorino. Concludendo: il ministero è "ostile", ma non boccia la pista. Chiede altre cose. E non sembra affatto impossibile sbrigarsi a fare l’una e le altre.

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