L’ultimo saluto a Kiomars. Lacrime e rabbia ai funerali: "Adesso vogliamo giustizia"

Tanti i presenti al cimitero di Rifredi per dare l’addio al commerciante ucciso il 29 novembre. Un raggio di sole squarcia le nuvole e illumina la tomba dopo che vengono deposte le rose.

L’ultimo saluto a Kiomars. Lacrime e rabbia ai funerali: "Adesso vogliamo giustizia"

L’ultimo saluto a Kiomars. Lacrime e rabbia ai funerali: "Adesso vogliamo giustizia"

È gremito il marciapiede di via Panciatichi davanti al cimitero di Rifredi. Più di un centinaio di persone attendono l’inizio delle esequie, ieri poco prima delle 10, per dare l’ultimo saluto a Safaei Chaikar Kiomars, il commerciante 72enne brutalmente assassinato il 29 novembre nella vicina casa di via Francesco De Pinedo. Più della metà sono iraniani, ma sono tanti anche anche gli italiani: per la maggior parte ambulanti del mercato del Porcellino, colleghi della vittima. Oggi nessuno lavora sotto le logge, l’antico mercato si ferma in segno di lutto. Ci sono poi persone che forse Safaei neanche lo conoscevano, ma vengono a esprimere vicinanza alla famiglia, agli amici, per quell’omicidio che ha sconvolto Novoli.

Si scambiano le condoglianze, si formano gruppetti, qualche parola, lacrime, l’aria è mesta. Il funerale comincia, la folla si assiepa con un silenzio e una compostezza surreali per il numero degli astanti, intorno alla fossa dove già la bara è stata calata alla presenza dei soli più intimi. L’unico rumore, la ruspa che riempie la fossa, lo stridio della benna e dei cingoli.

Il clima primaverile stona non solo con gennaio, ma anche con l’ atmosfera cupa, pregna del dolore che si respira intorno, ma per coincidenza che è difficile pensare tale, le nubi si addensano e sembrano seguire gli animi quando il borbottio della pala meccanica si accende. Un familiare depone un cesto di rose rosse e bianche. Gli amici, i parenti a seguire altri fiori. Con un tempismo altrettanto incredibile, i nuvoloni si raprono e una spira di sole illumina la tomba che da cumulo di zolle, pian piano diventa un giardino fiorito.

"Sappiamo che tu sarai sempre presente nel nostro cuore, riposa in pace, ti vogliamo bene", prende la parola la moglie di uno dei tre fratelli, con voce rotta dalla commozione.

"Dalla famiglia ringraziamo di cuore tutti quanti", riesce ad aggiungere tra le lacrime il fratello.

"Morire così per due balordi che non si faranno neanche tanta galera", commentano due colleghi dietro di noi tra rabbia e dolore. I familiari depongono sul tumulo una sciarpa della Fiorentina, la più grande passione del commerciante, si aggiungono nastri viola tra i fiori.

Pur nel dolore, "ora siamo un po’ alleggeriti", spiega uno dei tre fratelli dopo che Safei ha finalmente avuto umana sepoltura. E per quanto riguarda l’arresto dei due presunti responsabili del delitto, "giustizia ancora è da fare": l’iter processuale è in corso.

Finito il semplice rito funebre, nel pomeriggio, secondo la tradizione del Paese di origine di Kiò (questo il suo diminutivo) si è tenuto un rinfresco di commemorazione sotto le logge del Porcellino, vuoto dalle bancarelle, ma pieno di amici, parenti e colleghi che ne hanno portato il commovente ricordo.

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