Firenze, 19 marzo 2019 - Le milizie curde dell'Ypg hanno postato sulla propria pagina Facebook un filmato in cui Lorenzo Orsetti, il 33enne italiano morto in Siria, lascia un saluto nel caso di una morte in battaglia. "Qui sono felice, vi amo", dice, tra l'altro, rivolto agli amici e alla famiglia, mentre è seduto, vestito in divisa da combattente e con il mitra in mano.

Nel video in inglese Orsetti dice: "Il mio nome è Lorenzo Orsetti, il mio nome di battaglia è Tekoşer , vengo dall'Italia, da Firenze. Sono nato a Bagno a Ripoli il 13 febbraio 1986. Sono consapevole di tutti i rischi che corro. Sono qui per un sacco di raggioni, principalmente perché credo nella libertà. Sono un anarchico, ero stanco della mia vita nella società occidentale per molte ragioni ma forse non è questo il momento giusto per parlarne, sarebbe un discorso lungo. Ho ricevuto un addestramento militare e logistico da questa accademia, l'Ypg. Se state guardando questo messaggio probabilmente... è andata così. Ma va bene per me, sono felice di aver fatto questa scelta e la rifarei mille volte perché ne sono convinto. Vi amo tutti, coloro che sono passati dalla mia vita: i miei amici, la mia famiglia, il mio cane. E' tutto".

Le milizie curde commentano il video ricordando il "martirio" a Baghouz di Tekoşer, questo il suo nome di battaglia, ricordando il suo "ruolo significativo nella lotta per la libertà". Molti i commenti di cordoglio in diverse lingue, compresi diversi italiani, spesso seguiti dal tricolore.

 

IL RECUPERO DEL CORPO - Il corpo di Lorenzo Orsetti, il 33enne italiano morto in Siria combattendo contro l'Isis, è stato recuperato. Della "voce" ha riferito ai giornalisti il padre Alessandro, avvisato da Roma del ritrovamento del corpo del figlio. I genitori del 33enne nel pomeriggio hanno partecipato a un'assemblea in corso al circolo Le Panche, nel quartiere di Rifredi, dove Lorenzo viveva.

Durante l'assemblea il padre ha proseguito: "Lorenzo non si accontentava delle vie di mezzo, dei compromessi e o delle banalità. Ha fatto una scelta coraggiosa, qualcuno può non condividere, ma era una scelta libera, non era pagato da nessuno, non era un mercenario". "Invito ognuno a modo suo a trarre ispirazione da questa vita - ha aggiunto - la sua lotta coi curdi è una lotta importante e interessante, ma era importate anche per noi, per l'Italia, per la nostra realtà". Il padre ha anche ricordato che "a febbraio gli hanno dato la tessera onoraria dell'Anpi, Lorenzo era contentissimo, gli avevo spedito le foto della tessera lui ci teneva veramente, cercava un riconoscimento, voleva spiegare la sua decisione".

Lorenzo "ci lascia la sua voglia di aiutare i più piccoli, i più deboli. Questo ci lascia, siamo orgogliosi di lui, molto orgogliosi, ci dispiace solo che è stato solo 33 anni con noi, era un ragazzo d'oro, meritava di vivere molto di più, è una perdita per tutti", ha detto la mamma Annalisa.

I CURDI - "Noi ricordiamo il pianto della mamma e il dispiacere del babbo, ma abbiamo visto anche l'orgoglio per Lorenzo che è partito consapevole, per l'umanità e per la libertà in Kurdistan". Queste le parole di Erdal Karabey, portavoce della comunità curda in Toscana. Durante la riunione al circolo Arci è stato deciso di indire una manifestazione a Firenze il 31 marzo per ricordare Orsetti. "Tutta l'Europa, tutto il mondo ha dimenticato il popolo curdo - ha aggiunto Karabey - Lorenzo ha fatto una scelta molto importante per l'Italia e per gli italiani, una scelta di solidarietà per il popolo curdo. Noi diciamo un'altra volta a tutto il mondo che questa dittatura, l'Isis è un pericolo per tutto il mondo e lo dobbiamo far fermare. Lo sappiamo che lo stato turco con armi e con persone sta aiutando lo stato dell'Isis, per questo lo dobbiamo fermare, tutto il popolo insieme, con la comunità europea devono fermare lo stato turco e il fascismo di Erdogan".

LA FARNESINA - Il ministero degli Esteri aveva contattato stamani la famiglia di Lorenzo Orsetti.  È quanto si apprende da uno zio che tiene i rapporti per conto dei genitori di Lorenzo Orsetti. La Farnesina ha confermato lo svolgimento dei fatti relativi al 33enne secondo quanto già emerso ieri e ha dato alla famiglia la disponibilità per tutte le necessità che emergeranno riguardo alla morte del giovane fiorentino.

Il sindaco Nardella ha detto: "In questo momento credo che la cosa più importante sia l'impegno delle istituzioni governative perché si risolva la questione del sequestro della salma di Lorenzo. Io credo che la famiglia Orsetti abbia tutto il diritto di piangere il proprio Lorenzo e di decidere liberamente come seppellire la salma. Il governo italiano deve fare tutto il possibile per affrontare la questione. Lo Stato deve essere vicino alla famiglia Orsetti e alla città di Firenze. Lo Stato deve occuparsi seriamente di questa questione"".

Nardella ha chiamato Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo "per esprimere a lui e alla sua famiglia il cordoglio mio e di tutta la città di Firenze. Sono rimasto colpito per le frasi che Lorenzo Orsetti ha lasciato a tutti noi prima della morte e sono addoloratissimo per questa vicenda tragica che colpisce anche la comunità di Firenze. Rispetto la sua scelta personale e non entro nel merito politico". 

L'APPELLO: UNA STRADA INTITOLATA A LORENZO ORSETTI - E intanto sui social un gruppo  di cittadini rivolge un appello al sindaco di Firenze Dario Nardella per onorare pubblicamente la morte del 33enne volontario fiorentino. "Lorenzo Orsetti ha dato la vita per la libertà di un popolo non diversamente dagli eroi del Risorgimento e della Resistenza.  Un esempio di coraggio e di eroismo di cui Firenze deve essere orgogliosa. Si dedichi a Orsetti una strada, una piazza, una struttura pubblica, e si inviti la famiglia in Palazzo Vecchio per un riconoscimento ineludibile". Tra i firmatari dell'appello figurano giornalisti (Stefano Fabbri, Marco Cecchini, Riccardo Catola, Alessandro Goldoni), imprenditori (Carlo Steinhauslin, Arnaud De Clauzade), artisti (Massimo Giagnoni, Alex James Jacopozzi) e molti altri.

LA PROPOSTA: UNA MEDAGLIA D'ORO - E il giornalista Giuliano Ferrara propone una medaglia d'oro per Orsetti. "Una medaglia ad Orsetti? Perché no? Sono ragazzi unici. Ragazzi che hanno una marcia in più", ha detto all'Adnkronos Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio Quattrocchi, contractor rapito a Baghdad insieme ad altri tre italiani e poi ucciso il 14 aprile 2004 da terroristi della galassia di Al Qaeda. 

Quattrocchi fu ucciso 15 anni fa; la sua frase "vi faccio vedere come muore un italiano", è rimasta nella memoria. A Quattrocchi  è stata data una medaglia d'oro qualche anno dopo la morte. Ovviamente "avrei preferito avere qui con me mio fratello", ha sottolineato Graziella Quattrocchi, spiegando che tuttavia il riconoscimento che fu attribuito al fratello fece "piacere" e fu importante anche per "mia madre".

Tra pochi giorni saranno passati 15 anni dalla morte di Quattrocchi, la sorella sottolinea: "Abbiamo sempre vissuto l'anniversario della morte di mio fratello molto privatamente. Una sofferenza privata".