L’orco di Instagram patteggia due anni

Un uomo di 27 anni si è spacciato per un sedicenne su Instagram per adescare ragazze minorenni, chiedendo loro foto e video intimi. Ha patteggiato due anni di reclusione e risarcimento delle vittime. La polizia postale ha scoperto immagini e filmati di minori in atteggiamenti sessuali sul suo dispositivo.

FIRENZE

Con un profilo Instagram fasullo si spacciava per sedicenne, e tramite quello “imbroccava“ ragazzine più o meno della stessa età, invitandole a chattare con lui ed inviargli foto e filmati in atteggiamenti intimi. Peccato che lui non fosse un adolescente, ma un uomo di 27 anni.

I fatti risalgono ai tempi del lockdown, e ieri, il 27enne, residente a Scandicci, assistito dagli avvocati Mattia Alfano e Nicolas Pistollato, ha patteggiato due anni. Patteggiamento puntellato anche dal risarcimento delle parte civili.

L’inchiesta nasce dalla scoperta, di un genitore, della chat che la propria figlia stava intrattenendo con una persona su Instagram. Preoccupata dal tenore della conversazione e delle richieste avanzate dall’interlocutore, presentò una denuncia alla polizia postale.

Dopo aver identificato il soggetto tramite l’indirizzo internet, la polizia postale ha proceduto alla perquisizione. Dai suoi dispositivi sono spuntati decine e decine di immagini e filmati con protagonisti bambini e bambini in atteggiamenti di tipo sessuale.

Inoltre, sia nello smartphone del 27enne, che in alcuni hard disk, erano stati archiviate decine di file “estorti“ alle ignare ragazzine, dagli undici ai quattordici anni, convinte di aver a che fare con un loro coetaneo.

Il 27enne agiva con un modus operandi sempre uguale: prima iniziava una sorta di corteggiamento sui profili Instagram delle sue prede. Allacciava con loro una conversazione e via via che tra loro si stabiliva una certa complicità, proponeva loro di spostarsi sull’app di messaggistica “Telegram“, ritenuta più “sicura“ rispetto alla chat del social network.

Qui, più “libero“ di fare le sue richieste, le avrebbe indotte "a realizzare e poi ad inviargli immagini ritraenti le minori nude e/o in attegguamenti sessualmente espliciti". Un processo che ha messo in luce diverse criticità: un orco, condannato, ma anche un altrettanto condannabile condotta poco accorta di giovanissime utenti dei social.

ste.bro.

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