Lodo anti-Iv, ira dei renziani: "Pd o Sinistra, chi mente?"

Grazzini chiede chiarezza sugli accordi sottoscritti prima dell’assemblea dem. Il piglio di Nardella fa arrabbiare alcuni big del partito. E oggi Saccardi day alle Murate.

Lodo anti-Iv, ira dei renziani: "Pd o Sinistra, chi mente?"
Lodo anti-Iv, ira dei renziani: "Pd o Sinistra, chi mente?"

Telefonate, messaggi WhatsApp ora al vetriolo ora sarcastici, tensioni, abbozzi di ricuciture, scontri più o meno aperti. Alla vigilia del’ Saccardi day’ – oggi alle Murate a mezzogiorno – dove il più atteso, manco a dirlo, è Matteo Renzi, Italia Viva mostrerà i muscoli alla città e soprattuto al Pd, colpevole, secondo i seguaci dell’ex Rottamatore, di aver fatto i conti senza l’oste ostinandosi a far prevalere la linea ortodossa del sindaco Dario Nardella (che di fatto l’ha spuntata: il suo assessore al sociale Sara Funaro è a oggi il candidato del centrosinistra a Firenze) il quale, d’accordo con la segretaria nazionale Elly Schlein, ha chiuso la porta a Iv. Ma è proprio nel Pd che si registrano le maggiori tensioni in queste ore. Infuriato con Nardella sarebbe proprio il segretario regionale del partito Emiliano Fossi. E insieme a lui anche il governatore Eugenio Giani.

La ’colpa’ del sindaco agli occhi di molti del suo partito sarebbe stata quella, dicono i bene informati, di aver giocato come uomo solo al comando per inviare a Roma, e alla Schlein in particolare, un messaggio chiaro e forte: a Firenze si può fare a meno di Matteo Renzi, si segue la mia linea.

Una linea che se da un lato ha portato il sindaco a stravincere riuscendo a imporre all’assemblea Pd il nome di Sara Funaro, dall’altro gli ha scoperto inevitabilmente il fianco all’interno del suo stesso partito stesso che, al netto degli accordi per le regionali del ’25, si trova ora a dover capire, uno, come non andare alla guerra aperta con Renzi – che in città ha un peso non da poco – e, due, a gestire gli equilibri di coalizione con Sinistra e Verdi, fieri oppositori, per dirne una (la più importante) del potenziamento di Peretola, storico cavallo di battaglia dei dem. E se è per questo anche Azione è in imbarazzo a convivere con alleati così oltranzisti. Oggetto del contendere sarebbe questo veto firmato nero su bianco dai dem per far entrare in coalizione gli alleati escludendo Iv. Tutto il partitone era d’accordo? Tutti ne erano a conoscenza prima del voto di lunedì’ a San Bartolo che ha incoronato Funaro? E’ su questo tallone d’Achille che ora picchia forte Italia Viva. "Sono passati due giorni ed il teatrino della finta coalizione di centrosinistra a guida Pd prosegue – attacca il segretario cittadino renziano Francesco Grazzini – Funaro ha detto che i veti non sono opportuni. Quindi diamo per scontato che per lei il veto controfirmato dal suo partito non ci sia. Sinistra italiana invece il veto a doppia firma lo rivendica con orgoglio. Delle due l’una: o mente il PD o Sinistra Italiana. Se non i ci sono segreti, rendete pubblico l’accordo e togliamoci tutti i dubbi!".

E oggi alle Murate l’ennesimo atto della telenovela del centrosinistra.

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