Leoluca Orlando versione scrittore: "Palermo? Accogliente e sicura"

L’ex primo cittadino domani presenta il libro a quattro mani con la giornalista Constanze Reuscher "Ripercorro la mia storia e quella della città simbolo della lotta alla mafia e della rinascita civile".

"Ho provato a mettere in ordine la storia di una città, e parallelamente anche la mia personale, con l’obiettivo di far cogliere l’attualità di questo racconto e indicare il futuro. Perché Palermo è una città mediterranea, ma applicando lo ius soli anche europea, orgogliosamente. Però di un’Europa con più diritti e meno finanza e armi". Leoluca Orlando, palermitano doc, ex primo cittadino della città siciliana, domani (ore 18) alla Feltrinelli Red Firenze (piazza della Repubblica) presenta "Enigma Palermo" (Rizzoli), saggio che ha scritto a quattro mani insieme alla giornalista Constanze Reuscher.

Ancora oggi i palermitani la chiamano ’U Sinnacu’: lei si sente sempre sindaco?

"Dopo quarant’anni di politica attiva, spesso turbolenta, il mio unico, vero partito è Palermo".

Come è cambiata la città dalla sua prima elezione, datata 1985?

"All’epoca i giornali parlavano di Palermo come della ’capitale della mafia’ e ancora non c’era stato il Maxiprocesso e mancano ancora sette anni agli attentati che costeranno la vita ai giudici Falcone e Borsellino. Solo dopo ci si è accorti che la mafia è un problema nazionale. La mia Palermo inizia la sua ’Primavera’, una vera rinascita, si passa dal chiedere verità a rivendicare i diritti civili".

Che città è, quindi, Parlemo?

"Una contraddizione vivente, una città aristocratica e popolare, silenziosa e rumorosa, pulita e sporca. E’ un po’ Beirut e un po’ Tunisi, metropoli più centro-mediterranea e non periferia della Mitteleuropa: a Palermo i cittadini di sempre vivono in pace con quelli nuovi, oggi i migranti venuti da Africa, Medio Oriente e Asia. Non accogliere e non integrare per me è perdere un’occasione di cambiamento. Invece, Palermo sa essere accogliente e sicura: prima all’aeroporto atterravano dollari e mafia, oggi milioni di turisti".

Ha governato la città per oltre due decenni: ha un rimpianto?

"Non aver garantito un governo in continuità alla città: sono preoccupato che questa amministrazione (guidata dal sindaco Roberto Lagalla, ndr) possa far ripiombare Palermo nel passato".

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