L’economia toscana a due velocità. Luci e ombre nel Rapporto Irpet

Cala la produzione industriale, segnali di tenuta dal turismo, dal mercato del lavoro e dalle esportazioni

I primi indizi erano arrivati già nei giorni scorsi dai dati della pelletteria, uno dei settori trainanti in Toscana. Ieri la conferma dal Rapporto Irpet 2023: dopo l’accelerazione degli ultimi due anni l’economia regionale rallenta, al pari di quella internazionale. Pesano la stretta monetaria per combattere l’inflazione, le tensioni geopolitiche e la debolezza del commercio mondiale. A calare è soprattutto la produzione industriale, mentre segnali di tenuta arrivano dal turismo, dal mercato del lavoro e dalle esportazioni. A illustrare i dati, ieri, il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras e il direttore di Irpet, Nicola Sciclone.

"Il primo elemento da evidenziare è il rallentamento della crescita economica – ha detto Sciclone - commercio internazionale più debole, stretta monetaria e soprattutto inflazione sono le cause principali. Tuttavia ci sono importanti segnali che provengono dal mercato del lavoro, che mostra dinamiche positive seppur con differenze settoriali. Buono l’andamento del turismo, trainato da quello straniero. E bene anche le esportazioni". Partendo dal Pil, il 2023 ha registrato un debole +0,7% (+0,6% il dato nazionale) e stime analoghe riguardano il 2024 e il 2025 (+0,8%). Sono aumentati i consumi (+1,4%) alimentati dal maggiore numero di occupati (+3,1%) e dalle presenze turistiche, mentre gli investimenti (+1%), hanno risentito del depotenziamento degli incentivi fiscali e del più alto costo del credito per le imprese, ma hanno beneficiato del Pnrr.

In flessione la produzione industriale (-3,4%; -2,5% in Italia) a causa di una domanda indebolita, sia a livello internazionale che nazionale, e di costi ancora elevati dell’energia. Rallentano, ma restano positive, le esportazioni che, dopo un +8,9% del primo trimestre, sono passate a un +1,6% nel terzo, con un dato complessivo comunque migliore di quello nazionale: +3,9% (contro il -2%). Vanno bene soprattutto farmaceutica (+46%), metallurgia (+32%) e macchine (+12%). In flessione invece l’export per quasi tutti i comparti del settore moda: calzature (-22%), maglieria (-13%), filati e tessuti (-12%), cuoio e pelletteria (-9%) e abbigliamento (-7%). Grande àncora di salvezza resta il turismo che, nei primi otto mesi del 2023, ha segnato un +5,3% di presenze rispetto allo stesso periodo 2022 (+4,6% in Italia), trainato dagli stranieri, (+14,7%N +10,9% a livello nazionale). Pesa la rilevante perdita del potere d’acquisto dei salari che nel 2023 è stata del 2,1% e che si è sommata a quella dell’anno precedente (-5,6%).

"Il rapporto Irpet – ha detto il presidente Giani – ci dice anzitutto che, mai come nel 2023, la Toscana ha avuto tassi di occupazione così elevati. Oggi il problema non è avere un lavoro, ma trovare le specializzazioni. Merita sottolineare la capacità della Toscana di sfruttare l’effetto volano dei fondi europei e delle risorse del Pnrr". "Senza un rilancio nazionale di ampio respiro – ha detto l’assessore Marras – diventa difficile gettarsi alle spalle questo periodo di difficoltà"

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