Le barche di Parmiggiani per un ‘Viaggio di luce’

Nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi quattro grandi barche scivolano verso chissà quali mete, sperando di approdare a una terra sconosciuta, vergine, per dare inizio a una nuova civiltà dell’arte. Sono le barche di Claudio Parmiggiani, che trasportano un carico di polveri di colori diversi, pigmenti puri, essenziali per ogni apparizione pittorica: rosso, giallo, blu e verde, per un “Viaggio di luce“. E’ questo il titolo della mostra, a cura di Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento, dedicata a Parmiggiani e all’artista italiano di origine cubana Abel Herrero: "Non ho una concezione nichilista della vita perché non so nemmeno cosa sia la vita - ha detto Parmiggiani -. Sento che è un grande dono; il dono di poter osservare il mondo, di poter osservare gli occhi di un mio simile, il miracolo di poter camminare su questa terra". Alle pareti, accanto alle “barche“, le grandi tele monocrome di altrettanta purezza cromatica di Herrero. Mari di un verde luminoso e acido, giallo accecante e nervoso, blu gravido di profondità notturna, rosso come il sangue, nero che mentre nasconde svela l’origine della luce. Con Herrero il soggetto della veduta marina, diventa rappresentazione della condizione umana: "Un paesaggio della società massificata e dell’ideologia del produce-consuma-produce...- ha spiegato –. Paesaggio dell’assimilazione passiva, dell’alienazione e dell’impossibilità alla contemplazione, categoria psicologia sempre più negata".

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