L’affondo di Renzi che non ha niente da perdere

Anche se sei il Pd a Firenze, quasi l’unica città che tiene botta al centrodestra. Ma la c...

Anche se sei il Pd a Firenze, quasi l’unica città che tiene botta al centrodestra. Ma la crociata anti Pd in quel di Campi qualcosa avrà pure insegnato. Succede intanto che la candidatura di Sara Funaro, fino a due mesi nemmeno così scontata, ha sì sancito la vittoria di Nardella in seno al nuovo Pd (lui che si era speso per Bonaccini) ma rischia di frantumare partito ed elettorato. E non certo per Sara, amministratrice preparata e specchiata.

La campagna elettorale sarà tutt’altro che semplice. Serviranno nervi saldi e argomenti forti. Soprattutto uno scatto di personalità.

Saccardi è conosciuta come politica e come amministratrice solida e pesca nello stesso bacino di Funaro: il sociale. E con Renzi regista c’è da scommettere che darà filo da torcere cercando il ballottaggio, ma comunque di volare ben oltre il 14% delle Politiche 2022. All’epoca c’era Azione di Calenda in tandem, ma tra Lucia Annibali, con tutto il rispetto, e Stefania Saccardi non c’è partita. Eppoi Renzi cosa ha da perdere? Proprio niente. E nemmeno Saccardi che resterà saldamente in sella in Regione.

Resta l’incognita centrodestra. Schmidt se otterrà un sicuro paracadute ci metterà la faccia. E l’idea di un duello con Nardella sembra divertirlo. Al massimo post voto tornerà a guidare di un museo prestigioso. Da ricordare che a breve esce il bando per individuare il nuovo direttore del Bargello più Accademia. In più è un civico che in un’eventuale ballottaggio può non far storcere il naso ai riformisti. Il Pd ha più di un grattacapo. Il primo riguarda lo stadio (domani occhi puntati sul bando in scadenza). Il secondo l’aeroporto: indimenticabile lo scivolone di Ilaria Cucchi sul no all’ampliamento che allontanó l’elettorato Pd moderato. Ci mancava la grana della voragine da 12 milioni di Firenze Fiera per complicare la situazione. Perché dopo il Maggio, far digerire un altro esborso a scapito dei servizi non sarà semplice, né popolare.

Sulla sicurezza, Nardella prima e Funaro neo candidata poi, non hanno mollato la presa, consapevoli che è un tema fondamentale. E quindi Cascine, guardie armate e sgomberi attenti a non farsi soffiare un tema che nell’immaginario é di destra.

A Natale toccherà alle colombe Pd entrare in azione e mediare. Una il governatore Eugenio Giani, inizialmente Funaro-scettico, ha stretto un patto che riguarda anche Europee e Regione (per la sua riconferma, ma non poteva essere altrimenti). Proverà la ricucitura sui due fronti caldi: Del Re (e il suo bacino di voti) e Renzi. E sì, al rottamatore sarebbe andato bene proprio lui per Palazzo Vecchio, Giani. L’ala più oltranzista cerca di placare gli animi di Sinistra italiana, forti di un accordo che fa discutere anche dentro i dem. Ieri Dario Danti (Si) ci ha provato a mettere una toppa. E poi c’è la variabile Tomaso Montanari che non si candiderà ma farà una lista sua (ancora non si sa con quali forze di sinistra) mentre Giuseppe Conte ha dato un mandato esplorativo per provare l’accordo con il Pd. Insomma un caleidoscopio di nomi e di proposte che al momento non danno alcuna certezza, ma scaldano il dibattito di una campagna elettorale che è già tale.

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