Marco Valenza e la madre (NewPressPhoto)
Marco Valenza e la madre (NewPressPhoto)

Firenze, 24 gennaio 2018 - I ladri che cercano di sfondare una delle vetrine più illustri e rinomate nella centralissima piazza Duomo, quella del bar Scudieri, sono l’immagine delle decadenza. Con la ‘d’ maiuscola. L’emblema di una Firenze che annaspa e rotola su se stessa, perdendo giorno dopo giorno pezzi d’identità. «E’ la prima volta che succede», scuote la testa Marco Valenza, patron di Gilli, Paszkowski e Scudieri. Questa volta i malviventi hanno colpito Firenze dritta al cuore.

E’ SUCCESSO nella notte tra lunedì e martedì e a scoprire quanto accaduto sono stati proprio i dipendenti della storica attività a due passi dal Battistero. Volevano tirare su il bandone, come fanno ogni mattina d’altra parte, quando si sono trovati di fronte la brutta sorpresa. Il colpo d’occhio è stato inevitabile:qualcuno nella notte ha cercato di forzare la porta molto probabilmente con un piede di porco. Nonostante il sistema di videosorveglianza, nonostante la porta blindata. E nonostante la postazione centralissima, sorvegliata di giorno come fosse un obiettivo sensibile.

«Non sono riusciti a entrare – prosegue Valenza – ma quanto successo è davvero significativo, siamo sorpresi che in piazza di San Giovanni si possa arrivare a questo. Ci troviamo di fronte a persone che non hanno paura di niente».

Marco Valenza il centro storico lo conosce come le sue tasche. Lui, i suoi dipendenti ma anche i suoi colleghi tutti i giorni lottano contro i venditori ambulanti che spesso non danno pace, contro gli esperti dell’accattonaggio molesto, contro i borseggiatori che tormentano i turisti e contro i finti mimi pronti con l’inganno a sfilare il portafogli dalle tasche altrui. «Anche i borseggi e i furti sono diventati più frequenti, dai filmati si vedono persone che agiscono a viso scoperto. Per non parlare degli abusivi, che a volte nel fuggi fuggi generale travolgono i passanti». Una pausa, poi Valenza riprende lo sfogo. «Purtroppo a rimetterci è l’immagine della nostra città, ai visitatori oltre alla bellezza dei nostri monumenti dovremmo offrire maggiore tranquillità. Non dipende dalle forze dell’ordine, sia chiaro, con cui siamo in costante contatto. La legge stessa non ci aiuta: dopo pochi minuti queste persone sono di nuovo fuori».

TRE COLPI in altrettanti giorni. E nel mirino sempre le attività commerciali. A prendere le difese della categoria e a lanciare una richiesta di aiuto è Aldo Cursano, presidente Fipe Toscana Confcommercio. «Siamo sotto assedio – dice con forza – e quello che si sta verificando in questi giorni è preoccupante. I controlli ci sono ma non bastano, dobbiamo pensare a un modello nuovo di prevenzione, contrasto e repressione che risponda alle esigenze che stanno cambiando. Sicurezza e legalità sono il cuore del Patto per Firenze condiviso dalle più grandi firme del centro storico, da imprenditori che hanno a cuore il futuro della città. Servono prese di posizioni forti, ora non possiamo più aspettare».