L’addio a Luigi Coclite. Il funerale a Vicarello con colleghi e familiari: "Ci manchi come l’aria"

L’ultimo saluto si terrà oggi nella chiesa di San Jacopo. Si attendono le volontà delle famiglie delle altre vittime. "Le cerimonie si terranno comunque a Firenze".

L’addio a Luigi Coclite. Il funerale a Vicarello con colleghi e familiari: "Ci manchi come l’aria"

Una bella immagine di Luigi Coclite, 59 anni, unica vittima italiana di via Mariti

L’addio a Luigi Coclite si terrà oggi nella chiesa di San Jacopo a Vicarello, frazione di Collesalvetti in provincia di Livorno. È qui che l’operaio 59enne di origine abruzzese, viveva da trent’anni con la moglie Simona e i figli Lucrezia e Alessio di 23 e 18 anni. È da qui Luigi era partito per il cantiere di via Mariti, diventato poi la sua tomba il 16 febbraio dopo il crollo dei quattro solai. L’autopsia sul corpo di Coclite è stata eseguita due giorni fa all’istituto di medicina legale di Careggi.

A ricordarlo ci saranno, oltre alla famiglia, anche gli amici e i colleghi di sempre. Incluso qualcuno dei presenti al momento della tragedia di via Mariti. Luigi si era sposato 25 anni fa con Simona e aveva avuto due figli, Lucrezia e Alessio. Morena Gargani Gullini, la titolare della ditta Se.Po.C. di Santa Maria a Monte nel Pisano per cui lavorava l’uomo da cinque anni dopo aver gestito una ditta in proprio.

L’uomo, unico italiano, ucciso da crollo, al momento del distacco della maxi trave che ha causato il crollo dei quattro solai, si trovava sulla copertura per manovrare la pompa di calcestruzzo. Alla famiglia di Coclite si è stretta tutta la comunità di Collesalvetti e un intero Paese, ferito al cuore dalla sua scomparsa, ma anche dal simbolo che Luigi incarna: quello di un lavoratore, morto da innocente mentre faceva il suo dovere. È a lui che la sorella, nei giorni scorsi, sui social ha dedicato poche e strazianti parole: "Mi dici adesso con chi riderò? Chi mi darà quel tuo grande abbraccio fraterno? Mi manchi come l’aria". Ed è a lui che oggi, anche durante l’omelia, saranno dedicate parole che invitano a non chiudere gli occhi di fronte alla tragedia, ma a continuare a cercare tutele che finalmente creino uno scudo indistruttibile contro le morti bianche.

Nel frattempo le famiglie degli altri quattro operai morti nel cantiere, Taoufik Haidar, Mohamed Toukabri, Mohamed El Ferhane e Bouzekri Rachimi, tutti magrebini di religione musulmana, sono rientrate nelle loro città e paesi, tutti fuori Toscana, in attesa di essere avvisati dalle autorità per le procedure di identificazione e riconoscimento delle salme, anche attraverso impronte digitali e confronto dna.

Tuttavia all’imam di Firenze Izzedin Elzir hanno già detto che "quando sarà il momento terranno il funerale con rito islamico a Firenze" che ha aggiunto "secondo la volontà dei familiari, le salme saranno rimpatriate nei rispettivi paesi di origine per la sepoltura". I familiari "auspicano che le procedure siano velocizzate", "ma sappiamo tutti che uno di loro deve essere ancora trovato e aspettiamo notizie", ha anche detto l’imam riferendosi all’attesa per il recupero del disperso. Per le altre quattro cerimonie l’imam ha fatto presento come "di solito li facciamo alla Cappelle del Commiato a Careggi ma stavolta credo che servirà individuare un altro luogo più idoneo".

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