La nostra iniziativa. Un’onda di rumore scuote Firenze: "Basta femminicidi"

Oltre quattromila persone gremiscono Piazza della Signoria "Quello che è successo a Giulia Cecchettin non va dimenticato" .

La nostra iniziativa. Un’onda di rumore scuote Firenze: "Basta femminicidi"
La nostra iniziativa. Un’onda di rumore scuote Firenze: "Basta femminicidi"

"Stamani voglio urlare fino al cielo". Anna ha vent’anni, il naso rosa – perché il primo vento d’inverno è una bava fredda e svelta che arriccia l’Arno e affila il Perseo – e un baffo di rossetto rosso sulla guancia.

"Quello di Giulia – dice – è più di un delitto, è l’esempio plastico di quanto sia lunga ancora la strada da percorrere". E per Anna il silenzio non ha gambe, non cammina, il baccano invece è un piede schiacciato sull’acceleratore che aiuta a raggiungere più in fretta possibile un futuro diverso, costruito finalmente con la calcina dell’amore pulito, del rispetto e di nient’altro.

E di baccano, un bellissimo baccano, ieri mattina Firenze ne ha fatto tanto quando la Martinella – la campana della Torre di Arnolfo che diede il la all’insurrezione contro i nazifascisti l’11 agosto del 1944 e che da sempre è la scossa sociale della comunità fiorentina – ha scatenato l’urlo di una piazza Signoria gremita da almeno quattromila persone.

Tutti in piazza, assiepati sotto l’arengario di Palazzo Vecchio per l’iniziativa “Un minuto di rumore per Giulia”, promossa da Qn, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno e lanciata dall’editoriale della direttrice Agnese Pini per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Tutti in piazza a squarciare con le corde vocali, i tamburi, i fischietti e i portachiavi il vuoto del terrore, della solitudine, dell’orrore subito e non denunciato, a dar voce a chi voce non ce l’ha, a tutte quelle donne invisibili che ogni giorno subiscono una violenza – fisica o psicologica – disumana come quella che ha subito Giulia Cecchettin, oggi angelo volato in cielo, appena ieri giovane germoglio di donna che non è riuscita a gridare per tempo la sua paura.

Una catena umana srotola un maxi striscione rosso di venticinque metri di fronte alle scale dell’arengario con l’iconica ’A bocca chiusa’ di Daniele Silvestri che buca l’aria morbida di Firenze mentre Maria Cassi, commossa, attacca a leggere le parole di ’Se domani non torno’ della poetessa e attivista peruviana Cristina Torre Cáceres, diventata il moto emozionale della rivolta contro la violenza dopo la morte di Giulia.

"Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo. Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto. Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome’ scandisce l’attrice fiorentina". E ancora: "Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima".

E la piazza dei fiorentini si scioglie in un applauso gonfio di rabbia e dolcezza, di riscatto e civiltà. Tra anche loro tanti volti noti: la regista Cinzia TH Torrini che ha raccontato quanta forza sia stata necessaria per affermarsi in un mondo il cui perimetro era disegnato solo dagli uomini a Grazia Bionidi, attivista e vittima in passato di violenza. E ancora la giornalista di Sky Tg24 Monica Peruzzi con la collega Cristina Buonamano, la campionessa di volley Veronica Angeloni, la cantante Sara Grimaldi, corista di Zucchero, l’attrice Annamaria Malipiero, la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Grazia Biondi, vittima di violenza in passato, l’attrice Kasia Smutniak. Sul palco il governatore della Toscana Eugenio Giani e il sindaco Dario Nardella con la sua giunta e i consiglieri di centrodestra.

Sotto l’arengario un lago rosso, come il cartellino sventolato in faccia alla violenza dall’arbitra Manuela Nicolosi. Dalle teste nell’aria frizzante e pulita di piazza Signoria punta un cartello. "Sono una bambina, non voglio aver paura dell’uomo. Voglio crescere e fidarmi di lui".

La firma è di Nadia, che ha 10 anni appena. L’assessore al sociale del Comune Sara Funaro lo nota e prende il microfono: "È bellissimo, non dimentichiamolo".

Gianna Fratta invita a una riflessione: "Sono sicura che molti di voi conoscono almeno dieci compositori uomini, ma che non sanno citare tre compositrici donne. Eppure ce ne sono moltissime. Nel campo della musica le violenze contro le donne sono tante, così come la netta prevalenza di sovrintendenti e direttori artistici, tutti uomini a parte rarissime eccezioni. Ognuno di noi, nel proprio posto di lavoro, può combattere per cambiare le cose". Dallo sport la voce di Veronica Angeloni: "Deve dare dei messaggi insegnandoci a saper perdere prima ancora che a vincere. Dobbiamo anche imparare a combattere insieme, perché da soli non si arriva: serve la squadra".

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