Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera
Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera

Firenze, 30 giugno 2021 – Al via Pitti Uomo. Dopo 18 mesi di chiusure, le fiere tornano in presenza. Emozionato il sindaco Dario Nardella. “Mi sento come un bambino il primo giorno di scuola”, ha detto all'inaugurazione, ricordando che si tratta della prima fiera internazionale importante dopo il Covid che si è potuta realizzare in presenza. E' soddisfatto anche Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera, la società che gestisce il polo fieristico-congressuale fiorentino.

Presidente, si riparte?
«E' come se si tornasse a respirare a pieni polmoni, anche se ci vorrà del tempo per riassestarsi. L'ultima vera fiera in presenza è stata fatta all'inizio del 2020. E' passato diverso tempo. Devo dire che all'inaugurazione di Pitti Uomo ho provato una bella sensazione. Ringrazio il sindaco, che si è battuto per ottenere dal Governo un segnale positivo sulla riapertura di fiere e congressi».

Dopo Pitti, ci saranno altre fiere importanti a Firenze?
«Luglio sarà un mese sorprendentemente pieno. Ci saranno due convegni, quello nazionale di Magistratura democratica, e poi quello medico di chirurgia plastica ed estetica. Dal 24 al 26 luglio, alla Fortezza da Basso, ospiteremo inoltre la 14esima edizione di Maredamare, il salone internazionale dedicato alla moda mare, con oltre 150 brand».

Ad agosto?
«L'attività si ferma. Uno stop naturale, ma contiamo il prossimo anno di far vivere la Fortezza anche d'agosto».

Si riprende a settembre, con altre fiere, ma è preoccupato di un eventuale nuova chiusura?
«Non so dire. Dipende dalle vaccinazioni, dalla situazione italiana, ma anche internazionale. La variante Delta è ancora un mondo inesplorato, d'altra parte i contagi sono scesi molto e questo ci fa ben sperare».

Parliamo di conti. Il 2020 non è stato certo un anno positivo e il 2021 è pur sempre un anno difficile...
«Il 2021 è l'anno della ripartenza per il settore fieristico ma non con la redditività e gli operatori che conoscevamo e che sono cambiati, come è cambiato il nostro cervello, che non sappiamo come reagirà in futuro, se con l'euforia o la paura. Nel 2020 siamo stati aperti solo due mesi. Dai 18,5 milioni di ricavi del 2019 siamo scesi a 5,7 milioni dello scorso anno, con un passaggio veramente negativo».

E' preoccupato?
«Non per la perdita di bilancio che si compensa con la rivalutazione del Palazzo degli Affari, consentita dal governo, che ha effetti sullo stato patrimoniale della società. Mi preoccupa invece la mancanza di liquidità, ma fortunatamente siamo riusciti, in attesa della ripartenza, a mettere una toppa».

Cioè?
«Abbiamo ottenuto un prestito da Simest, struttura della Cassa depositi e prestiti che ha il compito di aiutare realtà come le nostre. Abbiamo incassato venerdì scorso otto milioni, di cui 7,5 di prestito, ad un tasso molto basso e con due anni di preammortamento, più 500mila euro in conto capitale. Siamo più contenti per le risorse in entrata e per garantire la continuità aziendale. A questo prestito ne potrebbero seguire altri».

A che punto sono i lavori di ristrutturazione del polo fieristico?
«Al momento il centro dei lavori è il Palazzo degli Affari. Il cantiere è aperto da inizio anno e speriamo di concluderlo entro fine 2021, restituendo alla città e a Firenze Fiera il vecchio intervento di metà degli anni Settanta dell'architetto Pierluigi Spadolini, con il ripristino di uno spazio che potremmo mettere a reddito nel 2022. E' il nostro biglietto da visita. Ma perché lo sia davvero, piazza Adua deve essere sistemata per diventare degna di essere l'ingresso al quartiere fieristico. Ora non lo è, perché piena di auto. Abbiamo fatto una serie di disegni, che discuteremo on il Comune e la Soprintendenza, in modo da avere un ingresso elegante».