Il preside dell'Itt Marco Polo, Ludovico Arte
Il preside dell'Itt Marco Polo, Ludovico Arte

Firenze, 12 gennaio 2019 - Risuona ‘La canzone di Marinella’ nel giardino dell’Itt Marco Polo. Non tutti i ragazzi riconoscono subito la voce di Fabrizio De André, ma quelle note comunque stupiscono. «Musica? Che figata», si guardano tra loro gli alunni dell’istituto. Certo, il dirigente Ludovico Arte li ha abituati a una scuola sempre più innovativa e colorata – basti pensare al grande murales che campeggia sulla facciata – ma la musica a ricreazione ‘suona’ strana all’interno di un istituto superiore. Invece, la fantasia di questo dirigente non conosce limiti. «Abbiamo montato due potenti altoparlanti in giardino. Quale migliore occasione per inaugurarli del ricordo di De André a vent’anni dalla sua scomparsa?», dice il vulcanico Arte, che ha ideato l’ultima delle sue novità per «giocare coi suoni ed educare all’ascolto». Ecco che durante la ricreazione, oppure in occasione di particolari eventi, gli altoparlanti – prodotti da una ditta di Scandicci – vengono messi in funzione direttamente dal telefonino.

«Dopo aver investito sull’abbellimento della scuola e sulla creazione di aule particolari, era giunto il momento di dedicarci alla parte audio – spiega Arte –. Da noi la musica non si studia, ma mi pareva giusto farla entrare in un modo originale. L’obiettivo è educare i giovani al gusto, aprire loro gli orizzonti e riflettere su ciò che loro ascoltano». Insomma, «un modo per conoscerci reciprocamente, tra giovani e adulti». Ieri, per dire, la maggior parte dei ragazzini sapeva ben poco di De André. Ma adesso a qualcuno sarà venuta voglia di approfondire la conoscenza del grande cantautore.

Dagli altoparlanti non uscirà certo solo musica di ieri. «Nessuna censura, massima libertà», promette Arte. E se i ragazzi chiederanno Sfera Ebbasta? «Anche se non mi piacciono i suoi testi, non lo impedirò – risponde il preside –. Sarà anzi l’occasione per riflettere sui messaggi veicolati dal trapper e per capire come mai Sfera piace tanto ai nostri figli».

Se poi al Marco Polo arriverà una delegazione da un Paese estero, ecco che sarà omaggiata con una musica ad hoc. Non solo. Gli altoparlanti, che funzionano anche come telecamere («Ma le attiverò solo quando la scuola è chiusa», assicura il preside), daranno pure visibilità al lavoro degli allievi che partecipano al progetto di una web radio scolastica.

«Vorremmo fare pure delle dirette», sorride il dirigente. Non solo musica, dunque, ma anche dibattiti on air su temi scelti dai ragazzi. Presto, poi, al Marco Polo sparirà la campanella. Un’idea venuta al preside durante un viaggio in Cina. «Il cambio delle lezioni era segnato da jingle», ricorda Arte. Di qui l’illuminazione: abbandonare l’antipatico ‘driiiin’ per dar spazio a ‘stacchetti musicali’ scelti dai ragazzi. Che dunque potrebbero iniziare la mattinata con Ermal Meta, passare alla seconda ora con Fedez e finire con Annalisa. Tanto semplice quanto rivoluzionario. Proprio poco prima di Natale l’istituto ha inaugurato la sua prima aula all’aperto. Si ispira alla nave dei migranti ed è solo l’inizio di un progetto ben più ampio di portare le lezioni open air, come da tempo richiedono gli studenti.