Il ministro della Salute Giulia Grillo
Il ministro della Salute Giulia Grillo

Firenze, 4 marzo 2019 - Mazzette allungate per saltare le liste d’attesa, soprusi e mobbing, sesso in corsia. E poi 50 casi di morti sospette, fondi sottratti alla ricerca scientifica. Il quadro che emerge dalle carte dell’inchiesta di ‘cattedropoli’ che ha travolto l’area medica dell’Università, a Careggi, è preoccupante. Nei colloqui registrati da intercettazioni ambientali e telefoniche saltano fuori circostanze abnormi, tutte da accertare, che esulano dall’inchiesta in corso, ma offrono uno spaccato desolante del mondo universitario. A parlare sono i protagonisti della vita accademica e assistenziale di Careggi, non passanti al bar. E quello che si dicono disegna un mondo di veleni e gravi anomalie in cui alcuni illustri prof sembrano anteporre il vantaggio personale e le logiche di corporazione, alla salute dei pazienti.

Un'immagine che non appartiene all’universo di un ospedale di eccellenza. Si mette in moto anche il mondo politico. Il ministro della Salute Giulia Grillo pubblica l’articolo de La Nazione sulla sua pagina Facebook, commentando che «il vaso di Pandora scoperchiato a Firenze è l’ennesima riprova che anche dove la sanità funziona non si può mai abbassare la guardia sulla legalità, il merito e la trasparenza nelle nomine e nei concorsi». Una situazione da tenere sotto controllo: «Ora le indagini faranno chiarezza, ma il quadro che viene fuori è sconfortante – dice la Grillo – E segnala un’emergenza etica a tutti i livelli e la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte di chi ha chiuso gli occhi davanti a tanto malcostume».

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Andrea Quartini fanno appello alla trasparenza e chiedono che sull’intero scandalo che coinvolge Careggi, e sul caso delle morti sospette, il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi «vengano a a riferire in consiglio regionale e ai cittadini».

Un'interrogazione sarà presentata anche dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, mentre il deputato Giovanni Donzelli punta il dito sul sistema di potere. «La sinistra ha reso la sanità toscana un sistema fatto di raccomandazioni, forzature, preferenze politiche. Sulle inchieste sempre più imbarazzanti penseranno a far luce i giudici – dice – Ma intanto nessuno crede più al modello della sanità toscana: il torchio dei giochi della sinistra ha consumato un potenziale eccezionale». Anche il deputato di Forza Italia, Stefano Mugnai, richiama l’attenzione sul modello sanitario toscano «ormai al collasso». «La vicenda di Careggi, se confermata dalle indagini e dalle sentenze, è di una gravità inaudita – dice il parlamentare che è coordinatore toscano del partito – Per questo merita la massima attenzione, ma anche il massimo senso di responsabilità da parte di tutti».