In scena il delitto Matteotti: "Dentro la storia con quattro donne"

Lo spettacolo "Il Corpo", giovedì in prima nazionale al Puccini, nasce da un’idea di Riccardo Nencini

L’anno prossimo sarà il centenario della morte di Giacomo Matteotti, una data spartiacque verso l’approdo alla dittatura fascita in Italia. In mezzo a tanti lati ancora oscuri di questo assassinio, debutta il 26 ottobre al Teatro Puccini "Il Corpo - Primo studio", spettacolo che getta un cono di luce sulla vicenda attraverso le voci di quattro donne che in modo diverso furono protagoniste di quel periodo. Sono Velia, moglie di Matteotti; Margherita Sarfatti, amante-consigliera di Mussolini; Giulia Schucht, consorte di Gramsci e Anna Kuliscioff compagna di Filippo Turati. L’idea dello spettacolo nasce dall’ex senatore e presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini, che qualche anno fa per Mondadori ha scritto "Solo", biografia romanzata di Matteotti.

Nencini, prima di tutto perchè questo titolo: "Il corpo"?

"Il corpo è quello di Giacomo Matteotti, reclamato dalla moglie Velia. Lo spettacolo racconta il periodo che va dal rapimento del 10 giugno al ritrovamento del cadavere del 16 agosto 1924, attraverso letture tutte al femminile di queste quattro donne che hanno avuto un ruolo decisivo nella storia".

Chi c’è in scena?

"Le interpreti sono Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino, regia di Matteo Marsan".

Partiamo Velia.

"La moglie capisce subito che il marito è stato rapito ma anche ucciso e comincia subito a pretendere la restituzione del corpo dell’uomo che ha amato, interprellando tutti, dal Papa a Mussolini".

Veniamo alle altre donnne...

"Mussolini si confida con la sua amante Margherita Sarfatti, di cui ci sono le intercettazioni, perchè anche Mussolini era intercettato. E chiede consiglio su come comportrarsi in questo frangente. La terza donna è Anna Kuliscioff, medico, rivoluzionaria e compagna Turati, che suggerisce di cessare ’la secessione dell’Aventino’ dei deputati contro Mussolini. Magari fosse stata ascoltata! La quarta è la donna di Gramsci, Giulia Schucht. Ci sono bellissime lettere d’amore fra i due. Lui le scrive: ’Senza di te sono un punto interrogativo nell’infinito’. Tutto lo spettacolo è ricostruito attraverso i documenti, fra diari, giornali e riviste dell’epoca".

Anche inediti?

"Sì. Ci sono novità-conferme sul mandante dell’omicidio, ossia Mussolini. Ho parlato col nipote di Francesco Giunta, nato a San Piero a Sieve e segretario nazionale del Partito Fascista fin o al 23 aprile del 1924, da cui ho avuto la conferma che il mandante fu certamente Mussolini, perchè tutti gli ordini, dalle bastonate alla devastazione della casa di Francesco Nitti a Roma, partivano da lui. Figuriamoci un omicidio".

In prima assoluta giovedì al Puccini di Firenze alle 21 e il 28 ottobre a Bologna, col contributo di Regione Toscana, Unicoop e Fondazione Cr Firenze.

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