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14 mag 2022

’In affioramento’: quando il recupero è arte

Arriva la mostra di Brunivo Buttarelli che da oggetti buttati realizza opere scultoree che raccontano l’infanzia del nostro pianeta

14 mag 2022
Una scultura di Brunivo Buttarelli
Una scultura di Brunivo Buttarelli
Una scultura di Brunivo Buttarelli
Una scultura di Brunivo Buttarelli
Una scultura di Brunivo Buttarelli
Una scultura di Brunivo Buttarelli

Castelfiorentino è pronta ad accogliere per il terzo anno di fila una mostra diffusa, le cui opere faranno bella mostra di sé in vari luoghi del paese. Questa edizione 2022 è dedicata allo scultore Brunivo Buttarelli con la mostra ’In Affioramento’, a cura di Maria Vittoria Gozio e Atelier Dall’Osso. L’esposizione, che ha il patrocinio del Comune di Castelfiorentino, sarà inaugurata sabato 21 maggio alle 17 davanti al Museo Bego e resterà aperta fino al 27 novembre.

Le installazioni saranno presenti dal Museo Bego alla Pieve dei Santi Ippolito e Biagio, passando per i giardini davanti alla Chiesa di Santa Verdiana e l’Oratorio San Carlo, fino al Municipio in Piazza del Popolo e dentro la Biblioteca Vallesiana. L’artista lombardo, che ha fatto del "recupero" la sua filosofia creativa, è stato scelto per dare una continuità al progetto di ricerca di artisti che lavorano quasi esclusivamente con materiali di recupero. Attraverso materiali trovati in natura, oggetti gettati spesso dall’uomo nell’ambiente considerati esausti o ‘ormai morti’ e scarti industriali di metalli, Brunivo Buttarelli realizza opere scultoree che raccontano dell’infanzia del nostro pianeta, come frammenti ossei, affioramenti, carcasse di antichi e immaginari animali che, attraverso i passaggi imposti dal tempo, giungono a noi.

Nel suo percorso di scultore Brunivo Buttarelli sembra aver descritto attraverso le sue opere il paesaggio fossile di un passato remoto di Castelfiorentino, terra che un tempo apparteneva ai fondali marini. I fossili di quelle profondità sono parte di questa terra come le vigne e gli ulivi. Qui nell’antico mare della Val d’Elsa, nell’età del Pliocene (5 milioni di anni fa) nuotavano squali e balene.

Il lavoro dell’artista si lega quindi indissolubilmente al territorio di Castelfiorentino. La scelta di opere così grandi e monumentali ha il compito di riportare l’attenzione al rispetto per l’ambiente e alla sensibilità che l’uomo dovrebbe avere per la natura, con un occhio di riguardo e di consapevolezza alla lentezza perché possiamo renderci conto di quanto il nostro tempo stressante odierno sia in realtà inutile rispetto al ciclo della vita terrena. Il progetto, finanziato da Regione Toscana, è stato realizzato da Atelier Dall’Osso in collaborazione con Cetra Cultura Museo BeGo e con il sostegno di UniCoop Firenze.

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