Il Mulino delle Pile di Chiusino
Il Mulino delle Pile di Chiusino

Firenze, 7 dicembre 2016 - “Il sono il papà, sono un giornalista. Se ho un desiderio? Mi piacerebbe vivere in una casa nel verde”. Cominciava così il mitico spot del 1990 del Mulino Bianco, il primo di una lunghissima e fortunata serie che per cinque anni ha contribuito a plasmare l’immaginario degli italiani e che, anche se con molte diversità, continua ancora oggi. “La famiglia del Mulino Bianco”, entrata nell’iconografia dell’Italia contemporanea, era ovviamente un’invenzione pubblicitaria. Il mulino invece esiste davvero. Ed è in Toscana.

Si tratta di un antichissimo edificio di Chiusdino, in provincia di Siena, che anche grazie alla fortuna degli spot, è stato interamente restaurato ed è oggi un agriturismo accessibile a tutti e molto popolare. È stato presentato nelle scorse settimane anche alla Bto (Buy Tourism on Line) all’interno dei pacchetti di alcuni vettori turistici. Costruita nei primi anni del 1200 dai Monaci dell’Abbazia di Serena, la struttura si chiama “Mulino delle Pile”, dal nome di alcuni recipienti di pietra (le Pile appunto) legati al funzionamento della grande ruota. Questa veniva anticamente usata dai frati non solo per macinare il grano, ma anche per la cosiddetta “sodatura dei panni”, ovvero una sorta di infeltrimento che dava alle stoffe maggiore consistenza. «La Barilla inventò il marchio del Mulino Bianco nel 1977 – spiega Luigia Cilento che, dalla reception, si preoccupa di spiegare ai clienti la particolarissima storia dell’agriturismo, di cui è titolare Andrea Burchianti – poi, nel 1989, arrivò l’idea dello spot. Venne ad Armando Testa, fondatore di una delle principali agenzie pubblicitarie italiane che, dopo aver visionato e selezionato vari edifici, scelse il Mulino delle Pile». Al primo spot lavorarono due giganti come Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone: oggi il Mulino delle Pile conserva gelosamente diversi loro cimeli, che vengono mostrati ai visitatori. «Il rapporto con il marchio ‘Mulino Bianco’ prosegue ancora oggi – continua Luigia – anche se gli ultimi spot, quelli con Banderas, sono girati in studio. Si ispirano però sempre alla nostra struttura. Inoltre periodicamente vengono lanciati concorsi che danno in premio uno o più pernottamenti da noi, e infine ospitiamo cene e incontri aziendali della Barilla. Tanti clienti vengono qui incuriositi dall’idea di vedere il ‘vero Mulino Bianco’, ma ovviamente questa non è l’unica attrazione: da Chiusdino si arriva facilmente ad alcuni dei luoghi più belli della Toscana, inclusa la vicinissima Abbazia di San Galgano con la Spada nella Roccia».

Oggi, ventisei anni dopo il primo spot, la felice e perfetta famiglia del Mulino Bianco (mamma insegnante, papà giornalista, due figli rigorosamente maschio e femmina e un nonno), con la sua smania di fuggire dalla città per tornare alla natura, suonerebbe probabilmente sdolcinata e anacronistica. E allora, al posto del Mulino-casa, ecco arrivare in tv il Mulino-laboratorio di un fascinoso fornaio single. Qui un “maturo” Antonio Banderas, un po’ "Masterchef" e un po’ tronista over di “Uomini e donne”, è intento a sfornare le sue creazioni, con tanta e tale passione da meritarsi anche la parodia di Maurizio Crozza. Ma per chi rimpiange Beverly Hills 90210 e i film noleggiati da Blockbuster, i jeans a vita alta e le musicassette dei Nirvana, a Chiusdino c’è ancora un Mulino Bianco dove far finta di vivere negli anni Novanta.