Il turismo vale cinque miliardi l’anno. E dà lavoro a trentamila persone. Ma Firenze non vive solo di questo

I dati della Camera di Commercio non lasciano spazio all’interpretazione. L’indotto è sterminato. Il settore è tra i più impattanti: 12 per cento. Però artigianato e manifattura valgono molto di più.

Il turismo vale cinque miliardi l’anno. E dà lavoro a trentamila persone. Ma Firenze non vive solo di questo
Il turismo vale cinque miliardi l’anno. E dà lavoro a trentamila persone. Ma Firenze non vive solo di questo

Turismo sì, turismo no. Firenze si interroga, fa i conti e si logora in una polemica annosa che si autoalimenta e divide tra nostalgici e realistici. Poi, però, ci sono i dati. Quelli non si prestano a interpretazioni, ma al contrario immobilizzano nel tempo (con i dovuti aggiornamenti) un cruscotto economico della città. E il turismo è lassù, in alto nella classifica dei settori più impattanti per indotto, con circa il 12 per cento – secondo i dati della Camera di Commercio di Firenze – del pil totale della Città metropolitana, che si aggira sui 40 miliardi di euro.

Si tratta di circa 5 miliardi: una fetta molto importante, che, secondo i dati di giugno 2023 dà lavoro a oltre 30mila persone, tra ristoranti, alberghi, bar e servizi per il turista. In totale sono settemila le aziende che hanno sede a Firenze che orbitano intorno all’universo del turismo, e circa 4mila quelle che hanno sede altrove ma hanno disposto delle unità operative nella città.

"Numeri che rappresentano un indotto significativo – spiegano i tecnici della Camera di Commercio –, e al quale si sommano i 15 milioni di pernottamenti turistici in città". Solo a Firenze, spiega invece l’Irpet (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana), al turismo "è possibile attribuire un peso economico di circa l’8%". Insomma, il turismo c’è e ha una valenza specifica nel registro contabile dell’economia locale.

Ma non tutto ruota intorno ai souvenir, o a una bistecca alla fiorentina, o all’experience tutte italiane che gli alberghi hanno ormai di listino. Perché le voci principali nella bilancia economica sono infatti manifatturiero e settore terziario. "L’artigianato e la manifattura – spiegano ancora dalla Camera di Commercio - valgono il 24 per cento del pil, mentre il terziario supero il 30 per cento". C’è quindi un’altro mondo fuori dal centro Unesco, ed è fatto di "industrie che fatturano milioni e danno lavoro a molte persone".

Cosa fare quindi con l’affaire turismo? È difficile trovare una ricetta definitiva. Ma la svolta deve esserci, come affermato da Leonardo Bassilichi, imprenditore da 10 anni alla guida della Camera di commercio di Firenze, in una recente intervista. "Così com’è non è affatto sostenibile – spiegò –. Ha completamente deviato la città dal suo spirito autentico spostando gli equilibri da una rete di piccole imprese autonome, a grandi multinazionali, pochi si accorgono che questo turismo sta dando soddisfazione ai fondi speculativi".

P.M.

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