Il limite agli alunni stranieri. Classi già multietniche con più di seimila iscrizioni

A Firenze si registrano fino a 102 nazionalità con record al Vespucci di Peretola. In testa ai Paesi d’origine si piazza la Cina, seguita da Perù e Romania .

di Elettra Gullè

La bomba l’ha lanciata il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un post su X: "La maggioranza degli alunni deve essere italiana". Un’affermazione che segue quella di Matteo Salvini che - tornando sul caso dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, in provincia di Milano, che chiuderà per la festa conclusiva del Ramadan, - ha ribadito che quella scelta la trova un "arretramento" rispetto alla nostra cultura ed ha proposto una quota massima di "un 20% di bambini stranieri in una classe".

Va detto che esisterebbe, da almeno quindici anni, una disposizione sulla composizione delle classi che fisserebbe il rapporto massimo consigliato al 30% di studenti non madrelingua. Ma ci sono casi, come il comprensivo Vespucci di Peretola, dove ad essere il 30% del totale sono gli alunni, italiani. Come la prenderebbe il ministro Valditara? E cosa direbbe Salvini in proposito?

"Questa è la realtà, che non può essere cambiata" ribattono i dirigenti scolastici fiorentini, a dir poco basiti di fronte all’uscita del ministro. A dirlo, del resto, sono i numeri. Per quanto riguarda l’anno scolastico in corso, la percentuale di alunni stranieri, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, è del 20,48%, come fanno sapere da Palazzo Vecchio. Scendendo più nel dettaglio, nell’infanzia i bimbi stranieri rappresentano il 21,75%, alla primaria il 21,25% e, alla secondaria di primo grado, il 18,35%. Se guardiamo al report migranti redatto dal Comune nel 2021, vediamo che nell’anno scolastico 2019-2020 l’incidenza degli iscritti stranieri nelle nostre scuole risultava pari al 12,30%.

Centodue le nazionalità presenti in quell’anno scolastico, con predominanza dei cinesi, seguiti da peruviani, romeni, albanesi e filippini. Per quanto riguarda la città metropolitana, un rapporto redatto nel 2021 sulla presenza dei migranti da parte di Palazzo Medici Riccardi ci dice che gli alunni di cittadinanza non comunitaria sono 19.010, circa il 3% del totale nazionale.

In linea con il quadro nazionale, la distribuzione per ordini scolastici della popolazione di cittadinanza non comunitaria vede prevalere la scuola primaria con un’incidenza del 34,2% (a fronte del 36,3% registrato in Italia), seguita dalla secondaria di secondo grado, frequentata dal 27,9% degli alunni non comunitari; il 21,5% è invece iscritto alla secondaria di primo grado, mentre il restante 16% circa alla scuola dell’infanzia. Un dato interessante, si legge, è sicuramente la concentrazione di alunni stranieri nelle scuole, ovvero quanto incide la presenza straniera sul complesso della popolazione scolastica locale.

Nel territorio in esame l’incidenza di alunni extra Ue è decisamente superiore a quella rilevata complessivamente in Italia: il 14,2% del complesso degli studenti di ogni ordine e grado, al fronte dell’8,2% registrato a livello nazionale. Se allarghiamo l’orizzonte a tutto il Paese, vediamo che l’11,3% del totale degli studenti iscritti non ha la cittadinanza italiana. Tra gli iscritti stranieri dell’Unione europea e non Ue, gli alunni cinessi sono più del 21%, mentre i peruviani rappresentano oltre l’11%. In totale sono ben 101 le nazionalità presenti. Per quanto riguarda gli iscritti stranieri nelel scuole di secondo grado invece il 70% degli stranieri è nell’area ’tecnico professionale’, mentre il nell’area liceale è presente quasi un terzo del totale con il 29% circa.

La Toscana è tra le regioni con la percentuale più alte, insieme alla Lombardia (al primo posto), l’Emilia-Romagna, il Piemonte, il Veneto. Insomma, in una realtà sempre più multietnica, imporre percentuali massime appare alquanto bizzarro.

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