Segue dalla Prima Ma a tirar fuori le unghie ci mette un secondo la Susanna pisana – ribattezzata dalle malelingue ’Salvini in gonnella’ ("Questo è il sessismo della sinistra, la stessa sinistra che mi critica per la mascherina in pizzo e non capisce che sotto c’è la stoffa") – e, dopo essersi sfilata la mascherina tricolore che parte dal rosso e non dal verde (ma vabbè) parte a testa bassa punzecchiando il suo competitor dem Eugenio Giani in un crescendo di sberleffi toscani condito via via da un pizzicotto velenoso in più. "Davide contro Golia, questa è la sfida, ma ricordatevi che quella volta vinse Davide" dice apparecchiando l’assalto. "Enrico Rossi è quanto di più distante da me ci sia a livello...

Segue dalla Prima

Ma a tirar fuori le unghie ci mette un secondo la Susanna pisana – ribattezzata dalle malelingue ’Salvini in gonnella’ ("Questo è il sessismo della sinistra, la stessa sinistra che mi critica per la mascherina in pizzo e non capisce che sotto c’è la stoffa") – e, dopo essersi sfilata la mascherina tricolore che parte dal rosso e non dal verde (ma vabbè) parte a testa bassa punzecchiando il suo competitor dem Eugenio Giani in un crescendo di sberleffi toscani condito via via da un pizzicotto velenoso in più.

"Davide contro Golia, questa è la sfida, ma ricordatevi che quella volta vinse Davide" dice apparecchiando l’assalto. "Enrico Rossi è quanto di più distante da me ci sia a livello politico ma è comunque una persona che rispetto perché prende delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, non dice di sì a tutti" (e una!). "La politica si fa assumendosi delle responsabilità e non andando agli aperitivi a stringere le mani. Giani vuol modificare la riforma Saccardi che lui stesso ha sostenuto? Gli chiedano che spieghi perché invece di andare a mangiare le tartine e raccontare le storie di Uguccione che nel Trecento fece questo e quello...Uno deve governare, non fare la guida turistica" (e due!).

Finite le punzecchiature la Ceccardi va sul concreto non prima di aver premesso che si sbagliano e di grosso quelli che dicono che Firenze le sta antipatica. Non che da Pisa ci si possa aspettare slanci d’amore – siam pur sempre la patria dei campanili – ma prendiamo comunque per buona la sua difesa.

Capitolo potenziamento di Peretola, il più caldo a livello regionale. "L’aeroporto di Firenze sicuramente deve essere messo in sicurezza – dice la candidata del centrodestra – E se avessero detto la verità ai fiorentini cioè quello che ha detto il Tar, ovvero che il master plan in quel modo non va bene, come avevamo detto noi, avrebbero guadagnato tempo per i fiorentini e l’aeroporto".

"Invece – aggiunge smitragliando ancora il Pd – hanno perso dagli anni ‘70 più di 50 anni dietro a promesse vane alla città, mai mantenute. E allora ecco la verità leghista: "L’ampliamento cozza con dei problemi ambientali".

Pertanto, avvisa Ceccardi "bisogna metterci la testa, il cuore ma bisogna rispettare le regole. Anche al socio argentino che viene a investire in Toscana diamo il benvenuto e diciamo mettiamoci al tavolo". In soldoni: "Voglio uno sviluppo integrato di Pisa e Firenze, ma deve essere sostenibile e credibile". Ceccardi parla poi di "gap infrastrutturale da colmare" e di "pianificazione di smaltimento rifiuti"

Sulla questione stadio ammette che "di calcio sa "poco e nulla" poi però precisa: "Siamo per il restyling del Franchi per coniugare storia e sport, ma chi è al governo perché non mette la testa sui restyling storici modificando le norme?".

Non è molto chiaro tuttavia cosa abbia in mente l’europarlamentare della Lega – forte sulla costa smangiucchi ta da una crisi endemica ma assai più debole a Firenze e nel suo hinterland, a Prato, nell’empolese e nel senese – per ribaltare i pronostici nella pancia rossa della regione. Si limita a dire: "In provincia di Firenze e c’è tanta voglia di cambiamento. Prima il centrodestra non era visto come un’alternativa credibile e tanti mi hanno detto di aver votato Pd alle regionali e il centrodestra alle politiche. Ora votano me".

C’è tempo per una stilettata a Nardella ("Va in giro con il cappello a chiedere soldi per Firenze, da ex sindaco gli sono vicina ma a Roma governano i suoi") prima di raccogliere l’abbraccio dei (non troppi) fan all’ombra del campanile di Giotto. Si parte.