
Il giallo di Kata, indagini nel vivo. Focus su tempi e spostamenti. Oggi la mamma dai pm
di Pietro Mecarozzi
Orari e versioni. Spostamenti, ricordi, impressioni e sicurezze. Tutto quello che è successo quel 10 giugno del 2023, da capo, di nuovo, ripetuto fino alla noia. Entra nel vivo il ’rinnovato’ filone di indagine (voluto dalm procuratore capo Filippo Spiezia) sulla scomparsa della piccola Kata dall’ex hotel Astor. Ieri davanti ai pm è arrivata la moglie dello zio Abel, oggi è la volta della mamma di Kata, Katherine Alvarez Vasquez. E le è stato chiesto anche di portare con sé l’altro figlio, il fratello di Kata che pochi minuti prima della scomparsa viene inquadrato dalla telecamera della ’Ritar’ di via Maragliano mentre con altri amichetti esce in direzione di piazza Puccini per andare all’oratorio a giocare a calcetto.
A più di dodici mesi di distanza sono stante le domande che avvolgono nel mistero il caso della scomparsa della bimba peruviana. Spezzoni di video indetti e alcune testimonianze della madre hanno inoltre stimolato il lavoro degli inquirenti, che nei prossimi mesi torneranno anche per un nuovo sopralluogo all’ex Astor. Proprio Katherine Alvarez, ai microfoni della trasmissione Chi l’ha visto? è tornata a commentare le parole dell’amichetta di giochi della figlia, che ha dato una versione "attenzione" tutt’ora dalla procura di Firenze. Ovvero, quella dell’uomo con le caramelle che avrebbe attirato a sé la piccola ai lati del cortile sul retro, per poi sparire nei cunicoli dei palazzi e sfruttare il ’buco’ delle videocamere su Monteverdi per darsi alla fuga.
Un’ipotesi che si aggiunge alle altre citate dal procuratore capo Spiezia, che sono: ""Il traffico di droga, il racket delle stanze all’ex hotel Astor, lo scambio di persona, i possibili abusi a sfondo sessuale". Quale di questa è la reale?