Il faro del Giglio guarda la città. Recuperato grazie a tre scandiccesi

La storia delle sorelle Mura che sono entrate in possesso del bene sull’isola e lo hanno restaurato .

Il faro del Giglio guarda la città. Recuperato grazie  a tre scandiccesi

Il faro del Giglio guarda la città. Recuperato grazie a tre scandiccesi

C’è un pezzo pregiato di Scandicci nel recupero del faro di Capel Rosso all’Isola del Giglio. Una storia d’impresa, di sorellanza, un’avventura che le sorelle Mura, Viola, Veronica e Gilda, hanno scelto di vivere tutte insieme.

Le tre donne sono alla guida di un colosso dell’impresa di precisione con sede a Scandicci, ossia la Cso, che realizza strumenti oftalmici per la diagnostica. Ma a un tratto della loro vita hanno deciso di scommettere sul recupero di questo manufatto prezioso che non indica solo la via ai naviganti, ma rappresenta uno dei punti di interesse più belli del Giglio. "Abbiamo partecipato al bando quasi per scherzo – racconta Viola Mura che quest’anno si occuperà della gestione del faro – era il 2015.

Siamo entrati in possesso del bene nel 2017, abbiamo aperto al pubblico dopo lavori e tanto impegno a inizio di gennaio. La nostra indole, anche nella quotidianità di Cso è quello di investire nel territorio toscano, poter recuperare e valorizzare qualcosa di pregio Il faro aveva una bella potenzialità".

E così le tre sorelle si sono messe al lavoro; nell’isola le hanno chiamate ‘le guardiane del faro’, che si raggiunge con un sentiero in mezzo alla macchia mediterranea.

"Abbiamo ristrutturato il faro – ha detto ancora Viola Mura – lasciando inalterata la sua struttura, seguendo la divisione in quattro appartamenti che erano poi le case dei faristi che si alternavano nell’accensione. Ma pensiamo anche di valorizzare questo spazio con spazi espositivi sull’ambiente marino e con un osservatorio; producendo strumenti legati all’ottica, ci sembrava naturale".

Il fatto di non stravolgere la struttura interna, ha puntato al mantenimento di spazi comuni, ambienti conviviali che permettono alle persone di vivere e condividere l’esperienza del faro. "Confidiamo tanto nell’inverno – ha detto ancora Mura – perché in questa stagione le emozioni sono più intense per chi le vuole provare. Abbiamo lavorato molto anche all’autonomia energetica e idrica, stiamo facendo rete con gli isolani in particolare con i pescatori, e con i viticoltori che producono un ottimo vino locale". Il faro si trova sulla punta meridionale dell’isola. Una struttura inaugurata nel 1883, costruita dalla Marina Militare, che è nell’iconografia del Gigli. Non sono qui per il business, almeno non solo, ma per vivere il sogno del vento impetuoso di libeccio che soffia dritto in faccia e del sole che abbacina la vista.

Fabrizio Morviducci