Il cardinale Betori scrive ai bambini: "Abbiamo bisogno di vedere con gli occhi Dio". E invita a fare il presepe

Come partecipare alla 22esima edizione di ‘Capannucce in città’ che premia chi realizza il presepe a scuola, in parrocchia, in famiglia. Iscrizioni gratuite, scadenza 22 dicembre. Premiazioni il 5 gennaio

Cardinale Giuseppe Betori (foto di repertorio)
Cardinale Giuseppe Betori (foto di repertorio)

Firenze, 8 dicembre 2023: “Oggi abbiamo bisogno di “vedere con gli occhi” di Dio che si fa uomo, Gesù che nasce in mezzo a noi, con fattezza di bimbo, nella semplicità di una grotta”. Il cardinale Giuseppe Betori, citando San Francesco, scrive ai bambini di Firenze invitandoli a realizzare il presepe, vero simbolo del Natale e a partecipare così a Capannucce in Città, la rassegna che per il 22esimo anno premia chiunque realizzi la rappresentazione della Sacra Natività. In questo anno speciale, a 8 secoli dal primo presepe di Greggio, l’Arcivescovo di Firenze invita tutti a costruirlo nelle proprie famiglie rilanciando la proposta fatta dai frati francescani di riportarlo in tutte le case. “Noi a Firenze lanciamo da tanti anni questo invito” sottolinea il Cardinale, ricordando proprio l’impegno di Capannucce in Città che da 22 anni premia tutte le persone che realizzano il presepe con un piccolo dono e un diploma di partecipazione. La premiazione sarà il 5 gennaio alle 16 nella chiesa di San Gaetano a Firenze, con la presenza di padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato e presidente del comitato promotore, l’ideatore e segretario Mario Razzanelli e il past president prof. Paolo Blasi. Lo scorso anno parteciparono 2000 persone, tra parrocchie, scuole e famiglie. Come iscriversi a Capannucce in città XXII. Come ogni anno, ogni scuola, parrocchia, famiglia può partecipare con il proprio presepe tradizionale. L'iscrizione è semplice e gratuita e aperta a tutti. I partecipanti possono iscriversi individualmente o in gruppo tramite il sito https://www.gogofirenze.it/capannucceincitta entro il 22 dicembre. Le foto dei presepi realizzati in casa, parrocchia o scuola possono essere inviate a [email protected] e saranno pubblicate sui social dell’iniziativa. La novità di quest’anno: il presepe in scatola. In questa edizione c’è una bella novità per celebrare gli 800 anni del presepe di San Francesco: il “presepe in scatola”. I partecipanti sono invitati a realizzare una sacra natività in versione portatile, grande al massimo come una scatola di scarpe. Questi manufatti andranno portati con sé il giorno della premiazione e parteciperanno a un concorso speciale: ai tre più originali verranno assegnati altrettanti premi speciali. Perché il comitato possa valutarli, le loro foto dovranno essere inviate via mail a [email protected] entro il 22 dicembre. Oltre alla tradizionale iscrizione con premio per tutti mandare la foto alla mail [email protected] e portare la loro creazione alla premiazione. Le tre giudicate più meritevoli riceveranno un premio aggiuntivo. La lettera completa del Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, ai bambini per il Natale 2023. “Care bambine, cari bambini, sono passati 800 anni da quando San Francesco, nel paese di Greccio, allestì per la prima volta un presepe. Le montagne della Sabina gli ricordarono, forse, il paesaggio della Terra Santa. Le Fonti Francescane raccontano così le parole del santo: «Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello». Il 25 dicembre giunsero a Greccio molti frati da varie parti e anche uomini e donne dai casolari della zona, portando fiori e fiaccole per illuminare quella santa notte. Anche oggi abbiamo bisogno di “vedere con gli occhi” Dio che si fa uomo, Gesù che nasce in mezzo a noi, con fattezza di bimbo, nella semplicità di una grotta. L’evento della nascita di Gesù, che fra poco celebreremo anche con il Giubileo, ha cambiato la storia e può cambiare anche la vita di ciascuno di noi. Per questo vi ringrazio se farete il presepe nelle vostre case, a scuola, in parrocchia, magari anche nei luoghi dove vivono anziani o malati, per portare a tutti il messaggio di speranza che viene dal Natale. Quest’anno non saremo soli, negli 800 anni del presepe di Greccio i frati francescani chiedono che il presepe sia fatto in tutte le case. Noi a Firenze lanciamo da tanti anni questo invito, e siamo felici di unirci a tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze d’Italia”.

Maurizio Costanzo  

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