“I doni del Nilo“. Gli antichi egizi a Forte dei Marmi

Rari reperti del Museo di Torino in mostra in Versilia "Un percorso storico e archeologico di grande valore".

“I doni del Nilo“. Gli antichi egizi a Forte dei Marmi

Rari reperti del Museo di Torino in mostra in Versilia "Un percorso storico e archeologico di grande valore".

di Tommaso Strambi

TORINO

La grande statua di Ramesse II svetta nella penombra della galleria dei Re del Museo Egizio. È lì da quasi duecento anni. E ora che l’ambiente progettato dal premio Oscar Dante Ferretti in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 sta per essere smontato per far spazio al nuovo allestimento ("del resto la storia non è immobile, ma evolve in ragione della capacità di suscitare curiosità e nuove scoperte", avvisa Evelina Christillin presidente del Museo Egizio) sarà anch’essa oggetto di un tecnologico restauro. Le colle con cui fu ‘’ricomposta’’ dai primi egittologi ‘torinesi’ infatti, con il tempo si sono asciugate e deve essere ‘’rinforzata”. Ciononostante una sua riproduzione digitale in 3D sarà al centro della mostra “Gli egizi e i doni del Nilo“ che sarà ospitata, a partire dal primo agosto (e fino al 2 febbraio 2025) al Fortino di Forte dei Marmi. Una mostra evento, l’unica al di fuori delle mura della grande collezione torinese nell’anno in cui celebra il bicentenario.

"Dopo la trasformazione del 2015 il Museo Egizio – chiosa Evelina Christillin – si è aperto al mondo, ha cambiato costantemente la sua offerta espositiva, ha studiato nuove strade e modalità per raccontare non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto, attraverso la ricerca e le nuove tecnologie". Una cultura quindi immersa nel presente seppur legata a doppio filo con la storia. E qui si inserisce la sfida di Forte dei Marmi: intercettare il pubblico esigente che da sempre caratterizza la Versilia per avvicinarlo appunto alla storia dell’antico Egitto e incuriosirlo a compiere un viaggio nello spazio e nel tempo.

"Il Comune di Forte dei Marmi, per la prima volta in Toscana – afferma il sindaco Bruno Murzi – ospiterà la mostra del Museo Egizio, prima realtà museale in Italia e seconda nel mondo in grado di raccontare questa meravigliosa storia millenaria. Ringrazio la presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco per l’opportunità di far vivere ai nostri cittadini, agli ospiti, ma anche a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, che inviteremo, questo imperdibile percorso archeologico e storico".

Un legame quello tra il Museo Egizio e Forte dei Marmi che trova nel Fortino, che ospiterà la mostra a partire dal prossimo 1 agosto, il punto di congiunzione, come spiega il presidente della Fondazione Villa Bertelli, l’avvocato Ermindo Tucci. "Forte dei Marmi, infatti, deve il suo nome alla realizzazione del simbolo del paese, quella struttura fortificata costruita da Leopoldo I Granduca di Toscana, nonno di Leopoldo II, finanziatore, congiuntamente a Carlo X di Francia, della spedizione franco-toscana in Egitto del 1828, diretta dal grande egittologo francese Jean Francois Champollion e dal giovane collega italiano Ippolito Rosellini a cui sarà assegnata la prima cattedra di egittologia in Italia all’università di Pisa. Un legame storico, dunque, che si riallaccia idealmente in questa occasione".

Tra i reperti in mostra, un tipico modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo periodo intermedio (2118-1980 avanti Cristo), in legno stuccato e dipinto, decorato con la coppia di occhi Udjat a protezione dello scavo. In esposizione, appunto, anche una riproduzione digitale in 3D della monumentale statua di Ramesse II, uno dei reperti simbolo del Museo Egizio, che risale al XIII secolo avanti Cristo, oggi inamovibile. Ad accompagnare i visitatori alla scoperta di questa civiltà antica ci sarà una speciale audioguida in italiano ed inglese, con la voce dello scrittore fortemarmino Fabio Genovesi, candidato al premio Strega con il romanzo “Oro puro”.

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