Guerra dei trasporti: sequestro ad Autostazioni

La Finanza sequestra un milione di euro su denuncia di 4 concessionarie del servizio: "Non ci hanno pagato le somme dei biglietti venduti"

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Incaricata della vendita dei biglietti per conto di quattro società affidatarie del servizio di trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma in ambito regionale, "Autostazione Srl"-Prodotti e Servizi, è stata accusata dalle 4 d’essersi appropriata del ricavato delle vendite da trasferire (come da contratto) alle stesse concessionarie. In questi giorni "Autostazione Srl", sede in via Capo di Mondo e il suo amministratore unico Ezio Martini, 57 anni, indagati, sono stati colpiti da un sequestro preventivo per l’equivalente. A garanzia, cioè, del ristoro della somma (1.112.588,24 euro) che Srl e amministratore avrebbero trattenuto in modo indebito.

Fiamme gialle del nucleo di polizia economico finanziaria (Pef) della Guardia di Finanza – su provvedimento del giudice delle indagini preliminari Federico Zampaoli richiesto del procuratore aggiunto Luca Turco – hanno così apposto i ‘sigilli’ a beni nella disponibilità degli indagati: quote azionarie (per 20mila euro circa), liquidità (per 190mila) e appartamenti residenziali dislocati tra Firenze e Viareggio: 7 per un valore stimato di oltre 850mila euro.

L’indagine trae origine dalle denunce querele presentate dalle 4 società Busitalia-Sita Nord srl, Ataf Gestioni Srl, Autolinee Chianti Valdarno e Autolinee Mugello Val di Sieve e vede Ezio Martini, 56 anni imputato di peculato. "Autostazioni Srl" – che svolge "attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e di pianificazione aziendale" – aveva l’incarico (pubblico servizio) di emissione e distribuzione dei biglietti per conto di Busitalia SitaNord Srl, Autolinee Chianti Valdarno Scrl, Autolinee Mugello Valdisieve Scrl e Ataf & Linea Scarl, alle quali avrebbe dovuto ritrasferire il corrispettivo dovuto, in termini di ricavo netto. Invece alla vendita dei biglietti sarebbero seguiti casi di appropriazione indebita del ricavato, come rilevato dalla Finanza per alcuni mesi 2020. Gli accertamenti finanziari dei militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno ricostruito condotte ritenute illecite.

Ricapitolando: Busitalia lamenta il mancato versamento di 191.966,32 euro (da cui sottrarre l’aggio di 5278,46 euro, vantato da "Autostazioni") per le vendite effettuate a marzo, in pagamento ad aprile; a seguire Autolinee Mugello Valdisieve (231.150,60 (da cui sottrarre 80mila, poi risultato bonificato); Autolinee Chianti Valdarno 225.849,54 (meno 1.045,67 di aggio e 40mila già bonificati); Ataf&Linea 551.993,65 (di cui 190mila da detrarre).

Ma c’è o c’era un contenzioso in atto, tra le parti, tale da ‘spiegare’ in parte, la clamorosa ‘trattenuta’? Secondo le quattro società denuncianti, no. O comunque Autostazione Srl ha addotto "motivazioni pretestuose". In realtà sono "inadempienze contrattuali".

Autostazioni ha tuttavia presentato due istanze di mediazione presso l’Organismo di Conciliazione di Firenze (9 aprile 2020) nei confronti di Busitalia e Ataf Gestioni. Con questa motivazione: "Autostazione fornisce servizi nell’interesse della concessionaria del Tpl. Quest’ultima, abusando della dipendenza economica dell’istante, ha imposto condizioni contrattuali illegittime e ha provocato danni ingenti". Le parti non hanno raggiunto accordo.

giovanni spano

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