Gli aranci piantati in via Cavour già malati? Il comune: "Solo un effetto sulle foglie"

Il consigliere di Quartere 1 e agronomo Francesco Torrigiani: "Il l servizio fitosanitario della Regione Toscana mi ha confermato l'identificazione del parassita Aleurocanthus spiniferus"

Una delle foglie degli alberi piantati ieri che ci si chiede se siano colpite da fumaggine

Una delle foglie degli alberi piantati ieri che ci si chiede se siano colpite da fumaggine

Firenze, 3 aprile 2024 - Proprio un percorso tormentato quello degli aranci in via Cavour. Appena piantati, già sono infetti. Ad accorgersene il consigliere di Quartiere 1 di Sinistra progetto Comune e agronomo Francesco Torrigiani. “Ho segnalato ai servizi fitosanitari della Regione Toscana (oltre all’ufficio Ambiente del Comune) la presenza, che ho notato ieri, nei primi tre aranci amari collocati in Via Cavour di Aleurocanthus spiniferus, un parassita di origine asiatica la cui presenza nell’area cittadina era nota – avvisa il consigliere su Facebook – Non un buon inizio per questa iniziativa. Come gruppo consiliare, depositeremo un’interrogazione e valuteremo di fare accesso agli atti. Infatti è essenziale capire da dove provengano queste piante: la presenza di questo parassita nei vivai richiede un intervento immediato, per ridurne la diffusione. Secondo i servizi fitosanitari della Regione Toscana per esempio, non è stata riscontrata la presenza di Aleurocanthus nei vivai pistoiesi. Urgente e importante sapere la provenienza delle piante”.

Un minuscolo insetto – non arriva a due millimetri – detto volgarmente mosca bianca degli agrumi, che arriva dai paesi dell’Asia tropicale e che, oltre agli agrumi appunto, può parassitare anche le piante di tè fino alla morte. Torrigiani, l’infezione è confermata? “In seguito alla segnalazione, mi ha chiamato il servizio fitosanitario della Regione Toscana, confermandomi l'identificazione e soprattutto dicendo che di per sé non è drammatica la presenza: già era noto che in centro a Firenze ci fosse (veda Piazza dei Ciompi). Ma è essenziale capire da dove vengano le piante, per intervenire nel vivaio”.

Come ha fatto a accorgersene? “Avevo visto lo stesso problema in piazza dei Ciompi, appunto,quindi sono andato a vedere per sincerarmi che le piante non fossero infette… e invece lo erano. Non mi aspettavo che potessero esserlo già il primo giorno”. Quindi sono arrivate già parassitate? “È presumibile che gli insetti fossero già presenti, ovviamente non ce n’è la certezza” C’è un rischio propagazione ad altre piante ora, anche a quelle di terrazzi privati eccetera? “Sì certo, anche se appunto questo insetto era già segnalato in zona. Comunque nulla di irreparabile, vanno fatti trattamenti (si possono fare anche biologici) e si deve sapere (questo lo stiamo chiedendo) la provenienza delle piante, per segnalarle alla Regione Toscana o, se vengono da altra regione, alla Regione di riferimento”. E se invece non si trattano subito, che succede? “Questo insetto crea una sostanza zuccherina sulle foglie su cui si sviluppa un fungo che si chiama fumaggine, che va a coprirle riducendo la fotosintesi e la pianta pian piano deperisce fino alla morte, è come un panello solare che si ricopre di polvere”. Se si curano subito le piante però la cosa si risolve? “Se il Comune interviene, sì. Certo fa specie che siano state acquistate piante che non siano state adeguatamente controllate”.

l’Amministrazione precisa che l'appaltatore ha garantito la salute delle piante ed ha confermato che si tratta di un effetto sulle foglie che svanirà in pochi giorni “anche a seguito di trattamenti di lavaggio specifici che non presentano alcun rischio per la salute delle persone e degli animali. Tale garanzia è anche confermata dal vivaio di coltivazione che ha comunque fornito i documenti di provenienza delle piante. In ogni caso le piante già messe a dimora sono quotidianamente tenute sotto controllo da parte degli agronomi dell’appaltatore e del vivaista e nel caso gli effetti sulle foglie non venissero meno nel giro di pochi giorni si provvederà con la relativa sostituzione”.

Carlo Casini  

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